L'osteopatia

L’osteopatia (termine che letteralmente significa «malattia delle ossa») basa i suoi interventi principalmente sulle articola­zioni.
E una tecnica nata in America nel 1870 grazie al medico Andrew Taylor Still, il quale formulò la filosofia osteopatica basando i suoi studi sull’idea che il corpo costituisca un tutt’uno funzionale e che abbia la capacità di autoguarigione.
Egli sosteneva che se una parte del corpo si disallinea rispetto alle altre, creando una disfunzione strutturale e una situa­zione di squilibrio, si intacca la salute generale del corpo. Si deve allora inter­venire con le manipolazioni per riportare la zona interessata a una corretta mobili­tà. Still, che aveva vaste conoscenze di anatomia umana, in un primo momento concentrò i suoi studi sulla struttura ossea e articolare della colonna vertebra­le, parte centrale del corpo, per interes­sarsi successivamente ai rapporti tra la colonna e il sistema nervoso periferico.
La filosofia dell’osteopatia si fonda sul concetto di unità tra struttura e funzione dell’organismo vivente e consiste in una terapia che ha lo scopo di ristabilire l’ar­monia nei rapporti di mobilità delle parti anatomiche.
Stili ottenne subito molto successo con questa tecnica, procurando guarigioni considerate miracolose da molti suoi pazienti, ma attirandosi anche lo scetticismo e l’ira da parte dell’ambiente medico tradizionale.
Nel 1892 fondò la prima scuola di osteopatia nel Missouri, ricono­sciuta come istituto scientifico. Nel 1974 la California riconobbe agli osteopati il diritto di esercitare la professione tera­peutica. Negli ultimi decenni, in America e in Europa si sono diffuse mol­tissime scuole di osteopatia che hanno approfondito le conoscenze relative a questa nuova branca della medicina.

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martedì 30 settembre 2008
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Massaggio per bambini

Questa pratica, considerata da tempo molto importante in Oriente, si sta oggi diffondendo anche in Occidente. Secondo alcuni il massaggio può essere praticato senza timore fin dopo la prima settitnana di vita; altri consigl iano inve, ce di aspettare che il bambino abbia un mese e che il cordone ombelicale si sia staccato completamente.
La pratica del massaggio è utile per aiutare il neonato ad adattarsi alla vita extrauterina e ad attivare il salutare contatto fisico con i genitori.
Per quel che riuarda la tecnica, fate sdraiare il bambino su una trapunta o su un letto, in un ambiente riscaldato e con le luci soffuse; il bambino deve essere nudo ma non deve assolutamente sentire freddo.
Si può eseguire il massaggio anche stando seduti per terra con le gambe allungate: poggiate il bambino sulle gambe con il viso rivolto verso l'alto e i piedi verso la vostra pancia.
Il massaggio comincia dalla parte anteriore; è importante infatti poter osservare il viso del bambino per capire se la pressione praticata è eccessiva. Prima di cominciare è bene scaldarsi le mani e sfregarle con un po' di olio riscaldato o di talco.
I primi sfioramenti devono essere molto leggeri e aumentare di intensità man mano che il bambino si abitua al tocco.
Le parti piu delicate sono la schiena e l'addome.
Il massaggio non deve essere troppo lungo; è meglio che sia breve e, se possibile, ripetuto quotidianatnente, in un momento in cui il bambino è tranquillo, quando non ha né fame né sonno e nemmeno subito dopo la poppata.
Dopo il massaggio si può completare il trattamento con un bagnetto caldo, per aumentare l'effetto rilassante grazie all'azione dell'acqua. Il massaggio è uti le a calmare il bambino, a farlo dormire meglio e ad alleviare le coliche; i bambini che nascono prematuramente crescono più velocemente se vengono massaggiati.

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Inserito da: Cristiano, 12.06 | Link | 0 Commenti

Linfodrenaggio

Questa tecnica, chiamata anche drenag­gio linfatico manuale, è oggi molto utiliz­zata sia in ambito medico che in ambito estetico.


Fu ideata da un medico danese, Emil Vodder, negli anni Trenta quando notò che i suoi pazienti sofferenti di infe­zioni croniche delle vie respiratorie ave­vano i linfonodi molto ingrossati sul collo: provando a massaggiarli, ottenne risultati stupefacenti.


Vodder intuì che il ristagno della linfa, qualora i linfonodi (anche chiamati gangli linfatici) non fossero in grado di purificarla, poteva essere la causa di diversi malesseri.


Questo massaggio, che mira a riattivare la circolazione della linfa per evitare accumuli di impurità, è praticato sui linfonodi con movimenti a spirale ed è più delicato rispetto alle altre tecniche che non esercitano alcun effetto di drenaggio linfatico, perché i vasi linfatici sono più fini di quelli sanguigni.


Tramite questo tipo di massaggio si possono risolvere problemi di edema o gonfiore (se non causati da insufficienza cardiaca o da malattie renali). Questo accumulo di liquido nei tessuti non è solo un problema estetico, ma ostacola il naturale scambio tra sangue e cellule dei tessuti, provocando la perdita di vitalità di questi ultimi.


Il linfodrenaggio si rive­la molto utile anche in caso di stress ner­voso, perché ha un’azione molto rilassan­te che interessa principalmente il sistema nervoso parasimpatico che ci aiuta a recuperare le forze, più che quello simpa­tico che ci mantiene attivi.


Per raggiun­gere questo scopo, il massaggio deve mantenere un ritmo lento e monotono.
Un’altra azione importante svolta da questo tipo di massaggio è quella analge­sica che, seppur limitata, può essere apprezzabile nel trattamento di ematomi.

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domenica 28 settembre 2008
Inserito da: Cristiano, 18.32 | Link | 0 Commenti

Aroma massaggio

Questo tipo di trattamento combina l’azione benefica del massaggio con le virtù curative delle piante aromatiche, rafforzandone l’efficacia.
Fin dai tempi antichi era abitudine spalmare sulla pelle spezie ridotte in polvere e mescolate a olio vegetale o grasso animale.
Qualsiasi tipo di massaggio può essere fatto con l’applicazione di oli aromatici, l’importante è che venga eseguito con movimenti lenti, soprattutto sfioramenti, per permettere alle essenze di penetrare nella pelle grazie anche al calore sprigionato dalle mani del massaggiatore.
• Le essenze svolgono sull’epidermide un’azione purificante, fungicida, cicatriz­zante, stimolano l’irrorazione sanguigna, riscaldano e distendono i muscoli, agisco­no sugli strati più profondi dei tessuti, sono utili in caso di malattie reumatiche, di sciatica, di periartrite scapolo-omerale e svolgono un’azione diretta sul sistema ormonale.
Infine, diffondendo il loro pro­fumo nell’aria, creano un’atmosfera che rende ancora più piacevole il massaggio e rilassano la mente.
A seconda dell’olio e dell’essenza utilizzata, il massaggio può avere un effetto stimolante o rilassante.
• Le zone che meglio assorbono le essen­ze sono il palmo delle mani, la pianta dei piedi e la pelle del viso.
Le gambe, il torace e l’addome invece le assimilano lenta­mente quindi richiedono una maggiore quantità di olio.
• Per preparare in casa un unguento da massaggio occorre mescolare l’essenza all’olio vegetale nella misura del 2%; solitamente gli oli indicati per problemi fisici hanno una maggiore concentrazio­ne, mentre quelli destinati a risolvere tensioni nervose sono più diluiti.

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Inserito da: Cristiano, 18.17 | Link | 0 Commenti

Cos'è la termoregolazione

La termoregolazione è un meccanismo mediante il quale il nostro corpo reagisce ad eventuali variazioni di temperatura , in modo da mantenere la propria temperatura interna il più costante possibile.

Questo meccanismo fisiologico può essere scatenato da diversi fattori ambientali, come le "variazioni di temperatura, di umidità, etc", ma anche dall'esposizione a vari tipi di radiazioni.


La capacità di adattamento a variazioni di temperatura è presente nella maggioranza degli esseri viventi, ma raggiunge un alto grado di perfezione solo negli omeotermi ("animali a sangue caldo") perché dotati del sistema di regolazione involontario basato sull'equilibrio di due fenomeni: la produzione e la dispersione di calore.

Nell'uomo la maggior parte degli organi vitali lavora, in condizioni di normalità, alla temperatura di 37 °C, comunque per valori compresi tra i 35.5 ed i 40 °C non si rilevano danni all'organismo. Variazioni dal valore medio possono essere dovute ad esercizio fisico, età, stress emotivi, digestione, alterazioni del battito cardiaco o cicliche nelle donne, temperatura ambientale, etc.

Al di fuori dei limiti dell'intervallo considerato il corpo è in condizioni di estrema vulnerabilità (a basse temperature si corre il rischio di congelamento, alle alte la coagulazione di alcune proteine), per cui il sistema termoregolatorio è dotato di diversi sistemi di controllo.

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sabato 27 settembre 2008
Inserito da: Cristiano, 19.00 | Link | 0 Commenti

Ginecologia Tumori utero: p16 aumenta specificità test Hpv

Come protocollo per lo screening dei tumori cervicali, la combinazione del test dell'Hpv con i test immunologici per il p16 migliora la sensibilità rispetto alla citologia convenzionale. La sovraespressione di p16 è un indicatore dell'espressione di oncogeni virali e deregolazione del ciclo cellulare, e pertanto rappresenta un potenziale candidato per gli esami secondari delle pazienti Hpv-positive. In base a quanto rilevato, le donne Hpv-positive che risultano anche positive per la sovraespressione del p16 mantengono quasi tutto il guadagno in sensibilità ottenuto dal test Hpv senza test p16 rispetto alla citologia tradizionale, ma ottengono anche indicazioni alla colposcopia simili a quelle ottenute con le tecniche classiche.
venerdì 26 settembre 2008
Inserito da: benessere salute, 16.53 | Link | 0 Commenti

Medicina interna-Tumori avanzati: massaggio allevia dolore


Inserito da: benessere salute, 16.10 | Link | 0 Commenti

Pneumologia BPCO: anticolinergici pericolosi per il cuore?

I pazienti con BPCO che fanno uso di agenti anticolinergici inalatori per almeno un mese presentano un incremento indipendente del 58 percento nel rischio di mortalità per cause cardiovascolari, infarto o ictus rispetto a quelli che assumono un placebo o altri agenti inalatori. La maggior parte dell'incremento del rischio però è stato osservato in studi dove i farmaci sono stati assunti per almeno sei mesi. Medici e pazienti con BPCO dovrebbero tenere in conto questi dati, e decidere se si tratta di un rischio accettabile a fronte dei benefici sintomatologici. Nella pratica clinica l'incremento del rischio cardiovascolare potrebbe essere passato finora inosservato in quanto la mortalità per cause cardiache è la più comune nei pazienti con BPCO. Esistevano già timori del fatto che questi farmaci potessero indurre aritmie o ictus. Va comunque sottolineato che il dato osservato è emerso da uno studio il cui scopo principale era un altro, e quindi potrebbe anche essere stato generato da errori o osservazioni inesatte, necessitando quindi di conferme in studi randomizzati preposti a questo scopo.

Inserito da: benessere salute, 15.59 | Link | 0 Commenti

Polipi intestinali: a rischio la razza nera

I soggetti di razza nera hanno maggiori probabilità di avere un polipo del colon di grandi dimensioni rispetto alle loro controparti di razza bianca. La differenza è particolarmente evidente nelle donne. La razza nera dunque necessita di un'educazione sanitaria più intensiva, e trae maggiori benefici dallo screening. La razza è quindi uno dei fattori coinvolti nella determinazione di un regime di screening per un singolo individuo. Molti medici attualmente non tengono conto della razza nell'effettuare le proprie raccomandazioni sullo screening dei tumori colorettali, ma in base a questi dati sarebbe più prudente prescrivere uno screening aggressivo nei pazienti di razza nera.

Inserito da: benessere salute, 15.54 | Link | 0 Commenti

Gli ipertesi occulti rischiano più dei preipertesi

Fra i soggetti con preipertensione, coloro i quali hanno effettivamente un'ipertensione occulta presentano un maggior rischio di eventi cardiovascolari rispetto a quelli con preipertensione vera e prorpia. E' importante accertare precocemente la presenza di ipertensione occulta onde gestire il rischio cardiovascolare. L'ipertensione occulta si definisce come una pressione clinica normale al di sotto dei 140/90 mmHg, ma un'elevata pressione fuori dallo studio medico, diurna o domiciliare, di almeno 135/85 mmHg. La pressione al di fuori dello studio medico dovrebbe essere nota nei soggetti con preipertensione, preferibilmente con misurazioni ambulatoriali o in alternativa a domicilio, onde ottenere una migliore stratificazione prognostica. Non vi sono linee guida sul trattamento dell'ipertensione occulta: probabilmente in primo luogo andrebbero implementate rigide modifiche dello stile di vita, e se vi sono ancora momenti di pressione incontrollata andrebbe considerata la terapia farmacologica, soprattutto in considerazione dell'aumento del rischio.

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giovedì 25 settembre 2008
Inserito da: benessere salute, 14.06 | Link | 0 Commenti

Clima e rischi sulla salute

Una marcia per il clima: sabato a Milano (piazza San Babila dalle tre del pomeriggio) manifestazione nazionale per sollecitare l'opinione pubblica affinché si fermi la "febbre del pianeta" (Stop the fever).
L'obiettivo è chiedere l'applicazione della direttiva europea conosciuta come del "20-20- 20" che sancisce la riduzione del 20 per cento di emissioni, di C02, il 20 per cento di incremento di efficienza energetica e il 20 per cento di utilizzo delle fonti rinnovabili.
Un popolo (numerose le associazioni promotrici con in testa Legambiente) che dice sì alle energie rinnovabili e chiede che l'I talia dia il via a processi innovativi in tale direzione, proprio mentre l'ipotesi nucleare si è riaffacciata prepotentemente. Se si parla di febbre del clima, si parla di malattie e su rischi e danni a causa del degrado ambientale è stato anche il leit-motiv dei medici italiani durante al convegno che si è svolto a Padova dal titolo "Ambiente e salute". Tutela e prevenzione sono quindi le parole d'ordine.
Durante l'incontro, organizzato dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi (FNOMCeO) e dell'Associazione nazionale dei medici per l'ambiente (ISDE) è stata così varata la "Carta sulla tutela dell'ambiente e della salute", un impegno che parte da un dato allarmante. Secondo gli organizzatori del convegno il 75% delle patologie e delle cause di morte è associato all'inquinamento e al degrado ambientale, oltre a stili di vita scorretti.
Così i nuovi mediò ambientalisti si faranno promotori di nuovi stili di vita sia nella produzione che nel consumo e di cambiamenti sociali per difendere salute e ambiente.

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mercoledì 24 settembre 2008
Inserito da: Cristiano, 15.09 | Link | 0 Commenti

Un tocca sana contro il colesterolo

Le uova contengono le vitamine A, D eK. La prima e' essenziale per la vista e un suo deficit riduce le capacita' visive notturne. La seconda, invece, ci aiuta ad assorbire il calcio e a mantenere quindi le ossa piu' sane.


Infine la vitamina K e' importante per la coagulazione del sangue e per la salute delle ossa. Mangiare le uova aiuta a perdere peso. Secondo un recente studio della University of Illinois, la leucina contenuta nelle uova contribuisce a ridurre la perdita muscolare e aumenta la combustione dei grassi. Sempre la leucina contribuisce a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue e quindi a prevenire il diabete. Le uova sono ricche di minerali.

In particolare, di iodio, indispensabile per la tiroide, la ghiandola che produce ormoni che regolano la crescita. In casi estremi, un deficit di iodio puo' portare allo sviluppo di problemi psichici. I sintomi piu' comuni sono infatti secchezza della cute e capelli, depressione, irritabilita' e deficit di memoria. Un gruppo di ricercatori della Harvard Medical School ha scoperto che le ragazze adolescenti che mangiano uova hanno meno probabilita' di sviluppare il cancro al seno in eta' avanzata.

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lunedì 22 settembre 2008
Inserito da: Cristiano, 20.09 | Link | 0 Commenti

Combattere la nausea senza farmaci

I percorsi misti in auto, il mal di mare, il mal d’aria, rovinano spesso i vostri viaqqi?

Per questo è stato trovato un rimedio dalla casa Comsulteamsas.
La pressione sul punto deno­minato P6 dalla medicina cinese, cioè poco sotto la piega dei polsi, consente di controllare i sintomi della nausea con rapidità.

Come alternativa ai farmaci, non privi di effetti collaterali, sono quindi stati realizzati degli speciali bracciali di tessuto elasticizzato in grado di premere adeguatamente sul punto denominato P6.

Tali bracciali sono dispo­nibili nelle Farmacie italiane con il nome di P6 Nausea Control Sea-Band,
Una volta indossati e posizionati correttamente su entrambi i polsi, i bracciali, gra­zie ad un piccolo bottone premen­te”, esercitano una pressione cali­brata e continuativa riproducendo i benefici effetti dell’acupressione.

I bracciali P6 si rivelano, quindi, uno strumento semplice ed efficace per aiutare a controllare nausea e vomito, senza l'impiego di farmaci, a chi soffre l'auto, l'aereo, la nave e così via

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domenica 21 settembre 2008
Inserito da: Cristiano, 17.57 | Link | 0 Commenti

Quando migliora il sonno

Una molecola per la sindrome delle gambe senza riposo, disturbo neurologico che colpisce il 10%della popolazione mondiale tra i 30 e i 79 anni, di cui un terzo ha sintomi almeno due notti alla settimana.

Si chiama pramipexolo ed è un farmaco agonista della dopamina che agisce sui recettori della dopamina presenti nei gangli della base.

Già usato per i sintomi del Parkinson, trova oggi una nuova applicazione per contenere il bisogno incontrollabile di muovere le gambe, migliorare la qualità del sonno e contenere la sonnolenza diurna.

La molecola, come ha spiegato Luigi Ferini Strambi del Centro per la cura dei disturbi del sonno al San Raffaele di Milano, ha dimostrato i suoi effetti sin dalla prima notte ed ha evidenziato un miglioramento della qualità del sonno prossimo alla normalità in uno studio in doppio cieco verso placebo.

Ha mostrato rapidità di azione ed efficacia che ha raggiunto il picco dopo 4 settimane di trattamento e si è mantenuto sino alla fine dello studio (12 settimane).

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venerdì 19 settembre 2008
Inserito da: Cristiano, 16.44 | Link | 0 Commenti

Silhouette e salute

L’istituto Superiore di Sanità ha dimo­strato che la liposuzione, pur potendo garantire un buon risultato estetico, nel­la maggior parte dei casi, non ha gli stessi effetti sul benessere del l’organismo. Un intervento di liposuzione in­fatti, non riduce i rischi cardiovascola­ri e di diabete legati all’obesità.

Abitualmente a un eccesso di grasso addominale si associa una minore ca­pacità dell’insulina di regolare il meta­bolismo del glucosio e del grasso, un rialzo dei valori pressori e uno stato d’infiammazione cronico.

Alterazioni che possono condurre velocemente all’insorgenza di gravi malattie come il diabete di tipo 2, l’infarto del miocar­dio e l’ictus cerebrale.
L’esperimento ha mostrato che l’unica perdita di grasso valida a garantire una riduzione del rischio cardiovascolare è quella ottenibile grazie a una dieta ipocalorica ricca di nutrienti, associata a un costante esercizio fisico. Come di­re che non esistono scorciatoie per sta­re bene in salute.

Infine, l'ISS ha evidenziato come anche la dieta vegetariana sia una dieta sana che se seguita con le dovute precau­zioni e con alcuni accorgimenti è piut­tosto equilibrata e non presenta parti­colari rischi per la salute.

Anche i cru­disti, coloro che non solo non assumo­no carne e pesce ma nemmeno i loro derivati come latte, formaggi e uova ,risultano avere ossa “forti” che non cor­rono un rischio di frattura più alto, pur avendo di solito una massa corporea e ossea “inferiore” rispetto alla norma.

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Inserito da: Cristiano, 16.27 | Link | 0 Commenti

Carne al fuoco, gli errori da evitare


Quattro milioni di famiglie, in italia, si dedicano ai barbecue. E da giugno a settembre, nel nostro Paese ne vengono organizzati ben 24 milioni.

Negli Stati Uniti, la patria di questo modo conviviale di cucinare carne, pesce e verdure, la cifra si fa a nove zeri: 2,7. infatti, i miliardi di barbecue preparati nell’arco di dodici mesi.

Tra i modi più antichi di preparare da mangiare già nelle caverne la carne veniva cotta sul fuoco intorno al quale si riuniva l’intera comunità il barbecue anche da noi cattura sempre più adepti. Solo la community online carnealtuoco.it raduna nel suo blog (pagine d’incontro e di scambi d’opinione tra utenti) ben 8mila appassionati.

Ed è proprio da questo sito online, che festeggia il suo terzo anno di vita con una nuova veste grafica e una sezione completamente dedicata alle ricette, che arrivano una serie di informazioni, raccomandazioni, notizie e novità.

Gustoso e divertente il Barbecue (l’abbreviazione angloasassone è bbq) deve essere preparato da mani esperte perché non si rischino danni
al benessere e alla salute e i piatti preparati oltre a essere gustosi vengano realizzati in modo leggero, gustoso e salutare.

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giovedì 18 settembre 2008
Inserito da: Cristiano, 15.23 | Link | 0 Commenti

Polarity

La terapia della polarità venne elaborata da Randolph Stone, naturopata, osteopa­ta e chiropratico, studioso molto attivo e curioso, di orgini austriache ma emigrato in America.
Nel corso delle sua vita si interessò di svariate filosofie orientali e approfondì le terapie non farmacologiche esistenti allo scopo di creare un sistema terapeutico che tenesse conto dell’aspetto strutturale, psicologico, energetico, spiri­tuale dell’uomo e che sfruttasse le energie reali che operano nel corpo.
La terapia polarity concepisce l’essere umano come anima e corpo in relazione diretta con la natura e l’universo; l’energia vitale del corpo umano è la stessa che opera nel sistema solare e nell’atomo. Essa giunge da una fonte neutrale non polarizzata, penetra nella persona attraverso la fronte e percorre tutto l’organismo grazie ai canali.
Scorrendo, l’energia forma i 7 cha­kra (centri energetici) e i 5 campi ovali di influenza che equivalgono ai 5 elementi della natura: etere, aria, fuoco, acqua e terra. L’energia scorre da una fonte neutra alla periferia con polarità positiva e ritor­na alla fonte con polarità negativa, stabi­lendo relazioni polari in tutto il corpo.
La terapia consiste in tre contatti di applicazione energetica:
- polarità positiva, contatto stimolante attraverso una pressione eseguita con dita; serve a spingere l’energia da una zona all’altra dell’organismo;
- polarità negativa, contatto che influi­sce profondamente nel tessuto per libe­rare i blocchi energetici;
- polarità neutra, contatto delicato che a volte non necessita nemmeno della palpazione e che riequilibra il sistema energetico del corpo.

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Inserito da: Cristiano, 13.18 | Link | 0 Commenti

denti sempre bianchi

denti bianchi dopo un trattamento

Vi segnaliamo un sito molto interessante per lo sbiancamente dei denti
Lo studio è proprio nel centro di londra

Tooth Whitening

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mercoledì 17 settembre 2008
Inserito da: Admin, 19.01 | Link | 0 Commenti

Anoressia e Bulimia

Anoressia e bulimia sono malattie complesse, determinate da condizioni di disagio psicologico ed emotivo, che quindi richiedono un trattamento sia del problema alimentare in sé che della sua natura psichica.
I disordini alimentari, di cui anoressia e bulimia nervosa sono le manifestazioni più note e frequenti, sono diventati nell’ultimo ventennio una vera e propria emergenza di salute mentale per gli effetti devastanti che hanno sulla salute e sulla vita di adolescenti e giovani adulti.

Guardate il video:


video

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martedì 16 settembre 2008
Inserito da: Cristiano, 16.47 | Link | 0 Commenti

L'idromassaggio

L’effetto benefico dei trattamenti che includono l’uso dell’acqua è conosciuto fin dai tempi antichi, basta pensare a quanta importanza diedero i Romani alla costruzione delle terme. Oggi questa ten­denza si sta diffondendo sempre di più con il proliferare di saune e bagni turchi dove, a richiesta, vengono praticati dei massaggi.
Questo tipo di massaggio, molto utile in presenza di problemi digestivi, reumati­smi, nervoso, ansia e impotenza, viene effettuato nelle stazioni balneari e nei centri termali ma si può praticare anche a casa con una vasca idromassaggio o una normale vasca da bagno a cui si è sosti­tuito il tubo della doccia con un tubo del diametro di 5 millimetri. La temperatura dell’acqua nella vasca deve essere di circa 36 °C, quella dell’acqua del getto può variare dai 24 ai 40 °C. Anche la pressio­ne del getto è variabile: da lieve, per una semplice stimolazione delle pelle, a più intensa, per tonificare i muscoli, stimola­re la circolazione, ridurre gli spasmi, assorbire gli edemi, combattere la celluli­te. Tutti i trattamenti che prevedono l’uso di acqua non devono essere effet­tuati durante la fase digestiva.
In commercio esistono numerosi stru­menti, quali guanti di crine e spazzole da usare durante la doccia, per praticate un massaggio tonificante e anche estetico a
tutta la pelle o a particolari punti del corpo, per esempio il seno.
Esistono varie terapie che sfruttano il potere benefico dell’acqua: la sauna (sconsigliata però a chi soffre di pressio­ne alta o troppo bassa, varici, infiamma­zioni cutanee, problemi circolatori ecc.), il bagno di vapore, che consiste nel­l’esporre il corpo al vapore a cui possono essere aggiunte delle essenze quindi a una doccia fredda, la doccia scozzese, a getto alternato caldo e freddo della durata di 3 minuti (anche questa pratica è però sconsigliata a chi soffre di cuore).

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lunedì 15 settembre 2008
Inserito da: Cristiano, 12.47 | Link | 0 Commenti

La chiropratica

Questa tecnica, che letteralmente signi­fica «terapia mediante la manipolazio­ne», nasce negli Stati Uniti nel 1895 per merito del medico Daniel David Palmer il quale riuscì a guarire un proprio pazien­te dalla sordità grazie alla sistemazione di una vertebra cervicale asimmetrica. Capì in seguito che molti disturbi erano stret­tamente collegati alla colonna vertebrale e intuì che le vertebre fuori posto, crean­do una compressione sui nervi, potevano essere la causa di problemi legati al siste­ma neuromuscolare.
La chiropratica si basa proprio sul rappor­to tra ossa, nervi e muscoli. Il chiroprati­co, tramite la manipolazione, riporta l’os­so nella sua posizione esatta ristabilendo così la trasmissione dell’impulso nervoso e alleviando il dolore. Le maggiori inter­ferenze degli impulsi nervosi avvengono nelle ramificazioni che nascono dal midollo spinale e indeboliscono gli orga­ni. Il midollo spinale, correttamente fun­zionante, riceve informazioni dalle varie parti del corpo e le invia al cervello che le analizza e reagisce con una risposta; ordina per esempio di ritirare la mano da un oggetto caldo, qualora l’avessimo appoggiata. Un’alterazione delle vertebre può creare delle interferenze in questa comunicazione nervosa interna, può por­tare ipotonie muscolari, atrofie e spasmi, infiammazione e lesione dei tessuti, fino a un deterioramento complessivo della colonna vertebrale. Le cause dello spo­stamento, o sublussazione, di una verte­bra possono essere molteplici: un parto difficoltoso, sport inadatti all’età, inci­denti, cadute, postura errata, eccesso di lavoro, sollevamento sbagliato dei pesi e così via.
La chiropratica aiuta il corpo a eliminare le cause di vari dolori sfruttando il prin­cipio di autoguarigione, senza fare ricorso a medicinali. Il chiropratico, utilizzando la tecnica dell’aggiustamento, basata sulla velocità e non tanto sulla forza, riporta la vertebra sublussata nella sua giusta sede. Spesso, prima di intervenire, è utile fare una radiografia per capire fino a che punto è arrivata la lesione e, a seconda della sua gravità, variare il numero di sedute necessarie per una completa guarigione.


Indicazioni:
La chiropratica è utile in questi casi:
dolori alla schiena, vertebre sublussate, lombaggini, colonna vertebrale deviata, dolori articolari, distorsioni, ernia del disco, artrite e reumatismi, gastrite, eso­fagite, emicrania, dolori al torace, asma.

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Inserito da: Cristiano, 12.34 | Link | 0 Commenti

Il micromassaggio orientale

Questo tipo di massaggio si basa sulla sti­molazione di precisi punti della pelle, collegati per riflesso agli organi interni.

Oltre a essere un valido aiuto per com­battere le rughe, è anche efficace per riequilibrare l’organismo.

Le tecniche praticate sono principal­mente due: la dispersione, che indica un massaggio forte, prolungato e utile per drenare, effettuato allargando la cute con i pollici, e la tonificazione cioè un mas­saggio leggero e veloce, praticato bilate­ralmente verso il punto interessato, che serve a ristabilire l’equilibrio energetico.

Per prevenire le rughe si utilizzano in modo alternato le due tecniche.

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Inserito da: Cristiano, 12.26 | Link | 0 Commenti

Obesità, il bisturi salvavita?

L 'obesìtà si cura con la chi­rurgia. E in un futuro non lontano accadrà forse la stes­sa cosa al diabete non insulino ­dìpendente. A dimostrano le pre­senze da ogni parte del mondo e la qualità dei lavori al 3” Congresso deli’Internatìonal Federatiou far the Surgery of obesi­ty and Metabolic Disorder, orga­nizzato a Capri dal professor Lui­gi Angrisani, neo-eletto presiden­te nazionale della Società italiana di chirurgia dell’obesità (Sicob).
La chirurgia bariatrica si è evo­luta a tal punto che attualmente è quella in più rapida espansione. E' in atto una rivoluzione che coinvolge chirurghi e diabetologi.
Intanto è evidente il ruolo “salva­vita” della chirurgia che fa guada­gnare 15-20 anni al paziente obe­so; la riduzione del peso e le mo­dificazioni degli ormoni prodotti a livello intestinale conseguenza del bypass gastrico o della diver­sione biliopancreatica, i due in­terventi più importanti, regolariz­zano negli obesi diabetici il meta­bolismo e la glicemia al punto da indurre la remissione del diabe­te; gli interventi sono targettizza­ti vale a dire individualizzati al massimo; gran parte delle opera­zioni si esegue in mininvasiva se­condo le teoriche della laparasco­pia; l’approccio al malato obeso è multidisdplinare così la terapia chirurgica è solo una tappa del percorso di guarigione. «E supe­rato anche il concetto da dieta, in­tesa come restrizione-privazione, che lascia spazio alla rieducazio­ne alimentare», osserva Gabriele Biccardi, diabetologo all’univer­sità “Federico II” di Napoli.
L’obesità è un problema socia­le. I dati dell’International Obesi­ty Task Force stimano un miliar­do di adulti sovrappeso e 310 mi­lioni gravemente obesi, mentre tra i bambini/adolescenti 16o milioni sarebbero sovrappeso, 40 milioni obesi. L’obesità e le sue complicanze rappresentano un problema economico, basti dire che un obeso diabetico costa annualmente 12oo-18oo euro.
I sistemi sanitari non possono più ignorare la malattia obesità. «Gran parte dei paesi ìndustria­lizzati fà prevenzione, ha struttu­re dedicate, il nosno sistema sanitario invece considera ancora
gli obesi pazienti “semplici”», afferma Cristiano Giardiello diret­tore del Dipartimento di chirur­gia Presidio ospedaliero “Santa Maria della Pieta” di Casoria, «in realtà l’intervento non è la fine della storia di un obeso ma l’ini­zio di un lungo percorso che por­ta ad un cambiamento profondo della sua vita». la chirurgia baria­trica è una chirurgia maggiore che non scevra da rischi, il successo dell’approccio è legato al suppor­to multidisciplinare.
«Insomma la chirurgia del­l’obesità non è una scorciatoia, inoltre dobbiamo capire meglio determinati meccanismi per al­largare come speriamo le indica­zioni attualmente limitate agli obesi medio-gravi con altre pato­logie correlate», afferma Luigi Angrisani direttore U.O.C. di chirurgia generale e laparoscopi­ca al “San Giovanni Bosco” di Napoli. Al Congresso si è parlato molto di riabilitazione, intesa co­me chirurgia plastica dopo la perdita di peso e chirurgia ortopedica. Nell’ultima giomata di lavori è stato annunciato il Con­gresso di chirurgia del diabete a New York.

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sabato 13 settembre 2008
Inserito da: Cristiano, 15.24 | Link | 0 Commenti

Shiatsu

Metodo di digitopressione giapponese, lo shiatsu condivide alcuni dei princìpi fon­damentali del do-in, di judo, del massag­gio antico, dell’agopuntura, dell’osteopa­tia e della chiropratica.

Consiste in pres­sioni esercitate sui punti dell’agopuntura con lo scopo di arrecare benessere gene­rale al corpo.

Letteralmente significa pressione (atsu), che nel massaggio va effettuata con le dita (shi), le mani, i gomiti e le ginocchia su determinati punti (tsubo) per riequilibrare l’energia (ki) lungo i meridiani.

Lo Shiatsu considerando mente e fisico come un tutt’uno indivisi­bile,dice che non è possibile agire localmente per risolvere un malessere ma si tenta di curare la causa del malessere intervenen­do sull’unità psicofisica generale attra­verso il metodo kyo-jitsu, cioè del pieno e del vuoto.

La pratica dello shiatsu non richiede olio né la nudità del paziente né un luogo preciso; è sufficiente un tappeto o una coperta su cui far stendere chi riceve il massaggio e l’uso di abiti comodi e larghi per entrambi i partner.

Per comprendere pienamente il valore di questa tecnica occorre però una minima conoscenza della cosmologia orientale, che ritiene fonte di ogni cosa il Tao, legge dell’uni­verso, da cui nascono lo Yin e lo Yang, l’oscurità e la luce, forze opposte e com­plementari che generano il Rì, l’energia.

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venerdì 12 settembre 2008
Inserito da: Cristiano, 20.10 | Link | 0 Commenti

Depurare il fegato, se è affaticato e nel cambio stagione

Il fegato è una ghiandola di fondamentale importanza per la salute del nostro organismo. Svolge diverse funzioni ed è essen­ziale per un buon funzionamento fisiologico la sua (‘attività di depu­razione, l’azione di filtro per le tos­sine che vengono assorbite dall’inte­stino o prodotte dall’organismo nel normale metabolismo. Se la produ­zione di tossine risulta esagerata, a causa di un regime alimentare inappropriato, del consumo eccessi­vo di farmaci, alcolici, caffè o fumo di sigarette, l’azione detossificante del fegato risulta sovraccarica.

Anche lo stress lavorativo, i disturbi emozionali generati da ansia, col­lera e conflitti possono provocare un aumento nella produzione di tossine. In questi casi, soprattutto nel cambio di stagione, può essere utile un periodo di depurazione ba­sato su un’alimentazione sana con il consumo di frutta, verdura e ce­reali, e l’assunzione di liquidi.
Alcuni rimedi possono favorire la depurazione stimolando il fun­zionamento del fegato: My­rica cerifera è utile quan­do fra i sintomi di scarsa attività epatica prevale il mal di testa, peggiorato al mattino e accompa­gnato da occhiaie marcate e pati­na gialla sulla lingua. C’è astenia, dolori muscolari, soprattutto agli arti inferiori, con urine scure, dolo­re al fianco destro, scarso appetito e un sonno non ristoratore. Cardius marianus ha un’azione speci­fica a livello biliare ed è molto usa­to anche in fitoterapia. Sono pre­senti ittero o subittero, macchie cu­tanee scure, nausea, pesantezza digestiva, con dolore al fianco si­nistro. E ancora sintomi di diarrea oppure stitichezza con feci dure espulse con difficoltà. Si utilizza Leptandra in caso di au­mento del volume del fe gato, soprattutto in caso di fegato grasso (steatosi epatica), dolente alla palpazione, con sonnolenza e cefalea con dolore martellante a li­vello frontale, diarrea profusa e sanguinamento dalle emorroidi.

Utile è anche Taraxacum quando la lingua è a "carta geo­grafica", con sapore amaro in boc­ca, fegato ingrossato e duro alla palpazione. Se il problema inte­ressa anche il pancreas, si deve pensare a Chionanthus virgini­ca indicato quando i disturbi so­no indolenzimento del fegato con senso di pesantezza, sete e stiti­chezza ostinata.

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Inserito da: Cristiano, 17.06 | Link | 0 Commenti

Occhi, attenti al sole e non dimenticate un controllo periodico

Il benessere visivo e la tutela della vista sono un ca­pitale prezioso e insostituibile che viene spesso tra­scurato. Questo dato è emerso dal Congresso della Società Ottalmologica Italiana, da poco conclusosi a Napoli.

Gli esperti della SOI hanno rilevato, per quanto concerne l’Italia, una sostanziale trascura­tezza nei confronti della vista, atteggiamento sorprendente se si pensa che ben 5 italiani su 10, pari al 48% della popolazione, indossano abitualmente occhiali o lenti a contatto. Eppure, a fronte di un’ap­parente sensibilità al problema, solo un terzo degli italiani (il 39%) ritiene che mantenere la vista in ef­ficienza sia importante privilegiando, invece, la for­ma fisica (57%) e l’attenzione al peso (49%).


Tanto più opportuni, quindi, giungono i consigli degli ocu­listi della SOI, che allertano tra l’altro a non sottova­lutare i rischi causati dal raggi solari. Di particolare interesse per il cittadino, nell’articolato sito della Società Oftalmologica Italiana, le schede di appro­fondimento sulle principali patologie visive: dallo strabismo alla congiuntivite, fino alla cataratta e al glaucoma.

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giovedì 11 settembre 2008
Inserito da: Cristiano, 14.20 | Link | 1 Commenti

Donne e vino, nuova tendenza

Uno studio Censis Servizi, pre­sentato in occasione della 42’settimana dei Vini all’Enoteca italia­na di Siena, indaga sul rapporto vino e donna. Ne emerge che il nuovo consumatore italiano è “rosa”: quasi la metà del fatturato ottenuto dalla vendita del prodotto in Italia è dato proprio dal mercato femminile.
Sarebbero 13 milioni le wine-lover con due distinti identikit: se giovani sono colte e bevono poco ma bene, ma con l’avanzare dell’età l’attenzio­ne al prezzo cresce sensibilmente. Non badano molto al rapporto tra vi­no e territorio d’origine e, di conse­guenza, sono “infedeli” e molto cu­riose di provare anche vini stranieri.
Rispetto ai maschi, segnala il Rapporto Censis, sono più coin­volte emotivamente nelle scelte e più moti­vate dal desiderio di conoscere (torna la lo­ro curiosità), e sono meno condizionate dall’abitudine.
Le donne nel rap­porto con il vino di­mostrano più sottili capacità di capire i prodotti e segnalano le nuove “tendenze”.
Il Censis ha rappresemtato in 5 gruppi le diverse “culture” delle amanti del bere italiane.
Ci sono 3 milioni di “consumiste”, orientate dalla tradizione e dal rapporto quali­tà-prezzo; milioni sono le “ecletti­che” indirizzate nella scelta dei vini dai consumi del tempo libero e del Fuori casa; 1 milione di “appassiona­te”, ricercatrici di esperienze. Poi cir­ca 4 milioni di “emergenti”, donne in carriera influenti in fatto di brend e marchi; infine, i milione di “eminen­ti” con scelte di vino elitarie puntate al lusso e non certe attente al prezzo.
Secondo Fabio Taiti, di Censis Ser­vizi, «la rivoluzione non è solo nella direzione di meno quantità e più qualità, ma soprattut­to verso più articolate competenze, miglior rapporto con l’edoni­smo, maggiore rap­presentazione di sé e soprattutto legami di complice solidarietà all’interno di definite “tribù” comportamentali».
Segnalato anche il particolare rapporto donna-vino-salute: anti-age e positivo aiuto in menopausa.

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Inserito da: Cristiano, 14.07 | Link | 0 Commenti

Incontinenza, "problema" nascosto

L’incontinenza urinaria interessa entrambi i sessi.
In Italia sono colpiti 5oo.ooo uomini, mentre le donne sono più di4 nulioni a causa dei traumi su tessuti e mu­scoli del perineo durante il parto. Dunque un disturbo prevalente­mente al femminile che colpisce dal 23 al 50% delle neomamme divenendo permanente in circa il 1o% per aumentare ulteriormen­te dopo la menopausa.
Secondo studi statistici solo il 41% delle donne che soffre del di­sturbo ne parla con il proprio me­dico. Spesso si ha pudore ma, molto più frequentemente, sono anche i motivi economici ad al­lontanare i pazienti dalla terapia. Ad oggi l’incontinenza urinaria maschile rappresenta il 9% di tutti i casi di incontinenza ed è causata principalmente dall’ in­debolimento dello sfintere striato dell’uretra, muscolo a forma di anello che funziona da “rubinetto” ed è situato all’apice del­la prostata, attorno l’uretra. Quando viene indebolito o lesionato nel corso di interventi alla prostata per adenoma o so­prattutto tumore, si verificano perdite di urine importanti.­ I problemi prodotti dalla incontinenza urinaria si riflettono negativamente su vari aspetti del­la vita quotidiana, da cui stati de­pressivi, perdita di autosti­ma, apatia, senso di colpa.

Le terapie:


Il nostro Sistema Sanitario dispensa la terapia medica solo per i casi compresi nel­la nota ALFA 87: “disturbo mìnzionale correlato a pato­logie del sistema nervoso centrale, come ictus, trau­mi, Parkinson, tumori”.
Le moti­vazioni e i criteri applicativi che seguono alla nota non spiegano le ragioni per le quali il farmaco non possa essere usato per il trat­tamento della sindrome da ur­genza incontinenza, associata ai problemi vescicali femminili o Iperplasia Prostatica Benigna del maschio.
Le ultime novità in tema di te­rapia medica sono rappresentate dalla solifenacina che si affianca alla toltoredina, ossibutinina. Mentre per le innovazione chi­rurgiche da segnalare il sistema Advance per l’incontinenza urinaria maschile, specialmente do­po intervento di prostatectomia radicale.

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mercoledì 10 settembre 2008
Inserito da: Cristiano, 11.42 | Link | 0 Commenti

Dieta, elisir di lunga vita

Migliorare lo stato di salute attraverso la corretta alimentazione è uno degli obiettivi a cui I’ISS dedica da tempo un intero filone di studi presso il Diparti­mento di sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare, in collaborazio­ne con la Washington University School of Medicine di St.Lovis.
Per dimostrare gli effetti positivi della corretta ali­mentazione sulla salute, sono stati studiati in par­ticolare due tipi di dieta, a ridotto introito calori­co e vegetariana.
Gli esiti di tre diversi stu­di hanno permesso di scoprire che un’alimen­tazione a basso contenu­to calorico, che al con­tempo preveda il giusto apporto di tutti i nutrienti essenziali, pro­seguita per un lungo periodo di tempo, non solo raddoppia le possibilità di suc­cesso di vivere più a lungo, ma rallenta anche l’invecchiamento del cuore.
Sono stati esaminati 25 volontari per 7 anni. Alcuni di loro hanno seguito il regime ipocalorico, non superiore in media a 1700 calorie al di e a base di proteine, vitamine, sali minerali e ma­cro nutrienti essenziali, mentre altri hanno assunto per lo stesso periodo cir­ca 2.550 calorie al giorno, distribuite secondo una tipica dieta occidentale(molti grassi e poche pro­teine). È risultato che i soggetti che aveva no pra­ticato la restrizione calo­rica avevano un cuore di circa 10-15 anni più gio­vane rispetto a chi non l’aveva fatta.
Esito che induce a con­cludere che, non solo il cuore, ma tutti gli organi si mantengono più “gio­vani” seguendo questo re­gime alimentare.

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Inserito da: Cristiano, 11.19 | Link | 0 Commenti

"Risk Taking" il fascino del rischio

Sono tanti gli oggetti “materiali e immateriali” del desiderio, che viaggiano sui circuiti del piacere e che come ami possono agganciare anche malcapitati, potenziali “soggetti dipendenti”.

Il risk taking, per esempio, ovvero la tendenza ad assumere rischi.

Può dipendere da uso di varie sostanze, per esempio da cocaina, ma anche da particolari comportamenti o attività, come gli sport estremi praticati con assiduità.

È dimostrato che quando si fanno esperienze tese a superare i limiti, il cervello produce lo stesso tipo di neurotrasmettitori, coinvolti nelle sensazioni del piacere.

La propensione riguarda, di preferenza, persone con un bisogno spasmodico di novità, di cambiamenti, di eccitazione anche in attività usuali.

L’attrazione per le attività “al limite” nasconderebbe una componente autolesionistica.

Ma, secondo un articolo pubblicato su The Lancet, non si può spiegare soltanto come una sorta di psicosi.

Inoltre, se affrontati con una preparazione adeguata, sia fisica sia mentale, sempre secondo l’autorevole rivista scientifica, questi sport ‘esagerati” avrebbero la capacità di aumentare la fiducia in se stessi.

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martedì 9 settembre 2008
Inserito da: Cristiano, 19.54 | Link | 0 Commenti

Anti Stress? Mangia Frutta e Verdura

Stress notevole per tutti i ragazzi e bambini che al suono della campanella devono ritornare sui banchi di scuola. Una corretta e sana alimentazione a tavola può aiutare a combattere la fatica della ripresa degli studi. È la Codiretti a fare "i nomi" di frutta e verdura con effetti positivi e "rilassanti" sul corpo umano.

positive per il corpo umano pesche, mele, pere, uva e melone, così come zucchine, pomodori, peperoni e insalate.

Il consumo di frutti e verdure con zuccheri semplici come la frutta dolce aumenta la produzione da parte dell'organismo di serotonina, il neuromediatore del benessere che stimola il rilassamento.

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lunedì 8 settembre 2008
Inserito da: Admin, 19.18 | Link | 0 Commenti

Il rischio del piacere, la dipendenza

Il piacere va “maneggiato” con cura. Così come può essere una sicura fonte di benessere e dì relativa capacità propositiva ad ampio spettro, può diventare controproducente, addirittura lesivo, se ricercato compulsivamente, ovvero se diventa dipendenza psicologica, come nel caso dello shopping complusivo, del gioco d’azzardo e altro ancora. Una delle “strade del piacere” sfrutta il neurotrasmettitore dopamina, legato al desiderio, alla sensazione di appagamento. La dopamina mantiene vigili e attenti e, segnalando una situazione come positiva, ne programma la ripetizione.
Ripetizione che è alla base della dipendenza, osserva il professor Alberto Oliverio. Un secondo percorso cerebrale passa, invece, per le endorfine e oppioidi endogeni come le encefaline e le dinorfine, simili dal punto di vista chimico agli oppiacei contenuti in molte droghe. Infine, entra in gioco il circuito preposto all’accensione dei desideri e all’impulso verso il loro raggiungimento (anche passando per situazioni rischiose) nel quale agiscono diversi neurotrasmettitori.
Morale: piacere e dipendenza corrono lungo gli stessi binari. Ma, fortunatamente, solo in alcuni soggetti la ricerca del piacere porta alla dipendenza: occorrono, infatti, sia un vissuto psicologico predispondente, sia altre variabili. Tra le tante ipotesi avanzate per cercare di spiegare come mai determinati soggetti siano più inclini di altri alla dipendenza, alcuni ricercatori hanno chiamato in causa anche delle alterazioni a carico dei neurotrasmettitori dopamina, noradrenalina, serotonina e glutammato. Più recentemente, uno studio realizzato grazie alla collaborazione della university of Pittsburgh con la Mount Sinai School of Medicine di New York e con la University of Chicago, ha dimostrato che chi sente l’impulso irrefrenabile di soddisfare un desiderio o un piacere, tanto da esserne dipendente, mostra un’attività particolarmente intensa in una determinata area cerebrale, quella dello striato ventrale, che è correlata all’implusività individuale.

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Inserito da: Cristiano, 14.13 | Link | 0 Commenti

Grattarsi è una goduria

Quando grattarsi non è la risposta frequente a un prurito insistente, che dunque può nascondere malattie dermatologiche, come micosi, eczemi, oppure condizioni patologiche di altra natura, una grattatina” e sicuramente gradevole, capace com’è di arrecare un immediato sollievo.


Ebbene, anche questo gesto istintivo, apparentemente così banale e circoscritto all’organo pelle, coinvolge i circuiti cerebrali del piacere. Ricercatori della Wake Forest University Baptist Medical Center (North Carolina, Usa) hanno scoperto che questa stimolazione riduce temporaneamente la funzionalità delle cortecce cingolate anteriore e posteriore, due zone cerebrali connesse alla percezione e al ricordo di sensazioni sgradevoli.


Inoltre, da questo studio pilota, effettuato su 13 soggetti sani (al quale ne seguirà uno più ampio su soggetti sofferenti di prurito intenso e/o cronico), è emerso che il gesto di grattarsi, oltre a disattivare queste specifiche aree del cervello, ne attiva altre, in particolare quelle associate allo stimolo tattile e ai comportamenti compulsivi, da cui originerebbe la tendenza a ripetere il gesto. Oltre a svelare più compiutamente i meccanismi cerebrali del piacere connessi al grattarsi, secondo gli autori uno studio ulteriore aiuterà ad individuare nuovi e più efficaci trattamenti per il prurito cronico, tanto fastidioso quanto spesso causa di lesioni anche importanti della pelle.

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Inserito da: Cristiano, 13.56 | Link | 0 Commenti

Alcol: la fotografia dell'ISS

In una serata beve in media 4 bicchieri di cui 1,5 di breezer o aperitivo alcolico, 1,5 di birra e 1 di superalcolico, questo l'identikit del ragazzo medio italiano tracciato dal Progetto “Il Pilota” realizzato nelle discoteche dall’osservatorio Nazionale Alcol dell’lstituto Superiore di Sanità
in collaborazione con a Società Italiana di Alcologia.
Il fenomeno dell’abuso di ‘evande alcoliche non fa sconti neanche alle donne. Le ragazze, infatti consumano 3 bicchieri in media, appena uno in meno dei coetanei maschi, di cui 1,2 di breezer o aperitivo alcolico, 1,1 di birra e 0,7 di superalcolico.
Sono stati esaminati i consumi dei giovani in una serata tipica: in media il 35,7% dei giovani dichiara di consumare 1-2 bicchieri; il 27,8% da 3 a 5 bicchieri e il 20% circa beve oltre 6 bicchieri in un’unica occasione, ubriacandosi.
Il picco di prevalenza dei consumatori a rischio si verifìca tra i 19-24enni per poi diminuire oltre i 25 anni per entrambi i sessi; è nel corso dell’intero decennio 13-24anni che si registrano paraflelemente gli esiti fàtali e non fatali conseguenti ai più elevati livelli di rischio alcol correlato per i giovani, come dimostrato dal fenomeno delle morti per incidenti stradali del fine settimana.

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Inserito da: Cristiano, 13.38 | Link | 0 Commenti

Il massaggio Reiki

Questo tipo di massaggio, di origini anti­che, già citato nei Sutra sanscriti, è stato riscoperto alla fine del XIX secolo dal giapponese Mikao Usui. Il reiki, parola che deriva da rei «energia illimitata» e ki «forza interiore dell’uomo», è una tecni­ca curativa basata sulla trasmissione dell’energia attraverso l’imposizione delle mani. Chi pratica questa tecnica crede che ogni male abbia origine nella psiche ed è quindi fondamentale far cambiare atteggiamento al paziente per stimolare la sua capacità di autoguarigione.
Gli studi compiuti da Usui hanno reso questa pratica, un tempo riservata a sacerdoti, accessibile a tutti. Infatti, chiunque può, se guidato da un maestro, imparare questo tipo di massaggio, passando attraverso tre diverse fasi:
  • iniziazione, il discepolo, attraverso un processo di purificazione, apprende la propria capacità di trasmettere energia, impara a captare l’energia onnipresente in ogni cosa e l’impostazione delle mani. Questo primo grado agisce sul corpo fisico, riportando in armonia l’organismo, il suo sistema immunitario e quello ormonale;
  • approfondimento, in questa fase si apprendono i simboli con cui si cono­sce il punto di unione tra i condizionamenti psichici, i problemi fisici e le tec­niche del reiki. Prima del livello successivo occorre fare almeno un anno di esperienza nell’approfondimento;
  • maestria, in cui si raggiunge la comple­ta unione con la forza universale della vita, si diventa maestri e si è quindi in grado di iniziare altri discepoli.

Una seduta di reiki dura all’incirca un’ora. Le prime volte è preferibile trat­tare per 4 giorni consecutivi; bisogna essere certi che la persona interessata desideri realmente essere trattata, dato che è fondamentale il suo stato d’animo. A seconda della zona del corpo, l’imposi­zione delle mani agisce in maniera diffe­rente: sui bronchi serve per diminuire le paure, sulle spalle per combattere il ner­voso, sulle ghiandole tiroidee per favori­re il metabolismo, sulla fronte per diven­tare consapevoli di sentimenti repressi e sui glutei a trasmettere sicurezza.


Il reiki, sfruttando la collaborazione del paziente e la sua capacità di autocura, è adatto a risolvere moltissimi problemi come nevralgie, malattie infettive e degenerative, spasmi muscolari e depres­sione. Stimola inoltre la rigenerazione, il processo cicatrizzante, il metabolismo; agendo globalmente, i suoi effetti bene­fici si estendono a tutto il corpo.

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domenica 7 settembre 2008
Inserito da: Cristiano, 22.44 | Link | 0 Commenti

L'embolia

L'embolia è un occlusione improvvisa di un vaso sanguigno da parte di un corpo estraneo (embolo), che può essere co­stituito da un coagulo, da gas, germi in­fettivi, goccioline di grasso o frammen­ti di tessuti tumorali.
• Principali forme di embolia.
L’embolia gassosa, causata dall’entrata in circolo di aria o sostanze gassose, può essere provocata per es. da interventi chirurgi­ci. Un caso particolare di e. gassosa è la “malattia dei cassoni”, che si verifica in pescatori subacquei e palombari (baro­traumarismo). Quando questi respirano gas sotto pressione, i componenti dell’a­ria si sciolgono nel sangue e nei tessuti con saturazione in azoto dei vari tessuti, con tempi e modalità dipendenti dalle caratteristiche dei tessuti stessi. Durante la decompressione (in fase cioè di risali­te in superficie) se il soggetto risale trop­po rapidamente si può avere la tumul­tuosa liberazione nel sangue e nei tessu­ti di bolle di azoto.
L’embolia polmonare è l’o­struzione improvvisa di un ramo arterio­so del circolo polmonare.
Le cause più comuni sono: emboli prove­nienti dalle vene profonde degli arti in­feriori, in caso di tromboflebite o flebo­trombosi profonda; una bolla d’aria, li­beratasi in circolo per troppo rapida de­compressione; trombi staccatisi dall’a­trio o dal ventricolo del cuore sinistro, in caso di anomalie anatomiche. Se l’em­bolo ostruisce un ramo principale del­l’arteria polmonare, ne consegue la mor­te improvvisa. Se è compromesso un ra­mo secondario, si hanno dispnea, dolore toracico, tosse con escreato emorragico; solo nel 10% dei casi si determina un in­farto polmonare, in quanto solitamente resta indenne il circolo bronchiale. Le e. cardiaca e cerebrale compromettono le funzioni di organi vitali e possono cau­sare asfissia, paralisi cardiaca, ictus, con conseguenze spesso letali.
• Terapia.
Si basa su farmaci anticoa­gulanti o fibrinolitici, somministrati il più precocemente possibile, trattamento in camera iperbarica (o camera di de­compressione, per ridurre il volume delle bolle gassose) in caso embolia gassosa, ed eventualmente intervento chirurgico.

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Inserito da: Cristiano, 20.17 | Link | 0 Commenti

Benessere e salute: Cellulite

Antonello Viti De Angelis di TG della Salute ci spiega cos'è e come si forma la cellulite, anche se il nome cellulite per definizione non è appropriato.

La cellulite si può dividere in tre fasi di crescita:

-Edematosa: Crea un edema cioè accumulo di liquidi ed è presente nel tessuto adiposo, soprattutto intorno alle caviglie, ai polpacci, alle cosce e alle braccia.
-Fibrosa: Forma una fibrosi, cioè aumenta il tessuto connettivo che indurisce quello adiposo. È caratterizzato da piccoli noduli e dalla cute a buccia d’arancia.
-Sclerotica: Forma una sclerosi così che il tessuto diventa duro e nascono noduli di grandi dimensioni. La superficie è fredda e dolente.


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sabato 6 settembre 2008
Inserito da: Cristiano, 18.11 | Link | 0 Commenti

Consigli su come perdere peso

Professore di metabolismo all'università di Padova ci spiega e ci dà qualche utile consiglio su come perdere peso superfluo.

Forse non lo sai ma un chilogrammo di grasso ha un potere calorico di circa 7800 chilocalorie. Significa che la perdita di 6 chilogrammi di adipe in un mese richiede una riduzione calorica complessiva di 46800 calorie rispetto al necessario, cioè 1500 calorie in meno al giorno. Considerando che una donna di mezza età sedentaria ha un fabbisogno calorico quotidiano di circa 1500-1600 calorie, per perdere 6 chilogrammi di adipe in un mese dovrebbe assumere solamente 50-100 calorie al giorno per 31 giorni.

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Inserito da: Cristiano, 17.42 | Link | 0 Commenti

Sindromi da accumulo di ferro

Le sindrorni neurodegenerative da accumulo di ferro, note anche con il nome NOIA (Neurodegeneration with Brain Iran Accumulation) sono un gruppo di malattie provocate da un accumulo di ferro nell'encefalo.
Patologie rarissime, che colpiscono in media da uno a tre bambini ogni milione; tutte, tranne la Neuroferritinopatia, si trasmettono per via ereditaria da genitori portatori sani. In alcuni casi è stata riscontrata la trasmissione anche da un solo genitore portatore sano: «Il sospetto più Inquietante è che la mutazione avvenga “de novo” in sede di concepimento», «a causa di fattori esterni, quali l’inquinamento ambientale».
La ricerca finora è stata in gran parte finanziata grazie all'aiuto di Telethon e la speranza è quella di sviluppare, partendo dalla scoperta del gene causativo PANK 2, nuove linee di studio. Sebbene infatti i geni noti includano circa ti 50% dei casi di NBIA, molti altri devono essere ancora identificati. La malattia neurodegenerativa, che si manifesta intorno ai tre anni, è provocata da una enorme concentrazione dl cisteina e ferro nei nuclei della base, ovvero la regione più nobile del cervello. Il ferro è un elemento essenziale nell’attività biologiche e viene utilizzato dall’emoglobina dei globuli rossi per il trasporto dell’ossigeno, ma anche potenzialmente tossico, poiché è in grado di modificare, in composto chimico, varie molecole tra cui DNA, proteine e membrane. Un accumulo di ferro nel cervello può provocare danni irreversibili. I sintomi più evidenti sono difficoltà motorie fino alla totale disabilità, problemi di linguaggio e deglutizione, difficoltà respiratorie e problemi alla vista fino alla cecità. la Risonanza magnetica serve alla diagnosi, unitamente alla diagnostica genetica.

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Inserito da: Cristiano, 17.04 | Link | 0 Commenti

I vari tipi di demenza

Le demenze sono stati patologici caratteriz­zati da progressivo deterioramento del­le funzioni intellettive già completa­mente sviluppate. Sono dovute a una alterazione cerebrale organica con atrofia degenerativa; le cause possono essere non ben identificate (per es. d. presenile e d. senile) o note e in questo caso possono essere diverse: per esempio una malattia metabolica, un tumore ce­rebrale, un trauma cranico,un idroce­falo normoteso, un’infezione del siste­ma nervoso, uno stato depressivo, una malattia dei vasi del cervello su base aterosclerotica.
La compromissione dell’intelligenza determina disturbi di memoria, di attenzione e concentrazione, confabulazioni, perdita della capa­cità di critica e dì giudizio, alterazione delle funzioni simboliche (afasia, agnosia, aprassia). L’evoluzione è pro­gressiva fino alla disgregazione totale dell’intelligenza e della personalità, con compromissione di tutte le presta­zioni del soggetto.

In particolare si manifesta­no sintomi a carico della memoria, del­le facoltà cognitive e del giudizio criti­co, della personalità e dell’affettività. I disturbi consistono nella incapacità di riconoscere oggetti, persone e luoghi familiari. Sono inoltre presenti modifi­cazioni dell’ umore, scatenate dalla consapevolezza dell’esistenza di tali disturbi e dall’incapacità a controllarli; all’inizio tutto ciò crea ansia e depres­sione, successivamente si passa a uno stato di apatia, con disinteresse per tut­to e tutti. In tutte le forme di demenza la tera­pia mira essenzialmente al controllo delle turbe psichiche e, nelle forme ar­teriosclerotiche, al rallentamento del­l’evoluzione morbosa.

Demenza presenile. Insorge prima dei 65 anni di età. Si manifesta con due forme principali: la malattia di Alzhei­mer e la malattia di Pick. La malattia di Alzhei­mer è la più frequente; compare in ge­nere tra i 45 e i 65 anni, con turbe del­la memoria e disorientamento, soprat­tutto spaziale, a cui seguono l’altera­zione delle funzioni simboliche (afasia, agnosia, aprassia), irrequietezza, talora sintomi neurologici fino a un completo quadro demenziale.
La malattia di Pick, più rara, ha una sintomatologia varia, poiché il danno atrofico può interessare zone diverse dell’encefalo. Anche questa forma di d. presenile evolve, più o meno rapida­mente, verso la totale compromissione delle funzioni intellettive.

Demenza senile. Può insorgere dopo i 65 anni di età. Colpisce con maggior frequenza le donne. L’esordio è lento e si manifesta prevalentemente con defi­cit della memoria, alterazioni del carattere e del comportamento, nevrastenia, confusione. Segue una compromissio­ne più marcata delle facoltà intellettive, della memoria e della personalità, di­sorientamento temporo-spaziale, deliri, rare allucinazioni. Il decorso è progres­sivo e giunge in poco tempo (in media 4-6 anni) allo sfacelo totale. Talvolta può associarsi alla demenza arteriosclerotica. Quest’ultima, di origine vascolare, è la più frequente forma di deterioramento, oltre i 50 anni, e interessa in misura prevalente gli uomini; si caratterizza per una sintomatologia varia (alcune funzioni psichiche sono compromesse, altre meno) e per un decorso alternante, con periodi di aggravamento e periodi di remissione parziale.

Tante guide utili su benessere e salute.

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venerdì 5 settembre 2008
Inserito da: Cristiano, 22.06 | Link | 0 Commenti

Come si esegue l'autoesame della mammella

La donna può eseguire da sola l'esame delle mammelle, eventualmente istruita dal medico, ogni mese allo stesso gior­no del ciclo per poter comparare situazioni ormonali simili.



  1. Autoesame: davanti allo specchio a braccia distese lungo i fianchi poi a braccia alzate o appoggiate ai fianchi con i gomiti e le spalle spinti in fuori in modo da contrarre i mu­scoli pettorali. Una certa differenza di dimensioni delle due mammelle rientra nella norma; invece vanno notate even­tuali differenze di forma (una appiattita e l'altra no), alte­razioni della cute (raggrinzimento, dovuto alla retrazione dei tessuti sottocutanei), differenze tra i capezzoli.

  2. Autopalpazione: sdraiata in posizione supina, su un letto, un divano o un tappeto senza cuscino sotto il capo; si esa­minano le mammelle una alla volta. Si porta il braccio del lato da esaminare in alto con il gomito in fuori o in alto e con la mano sotto la testa: braccio, spalla e gomito vanno appoggiati al piano su cui si è distese. Con la mano oppo­sta si procede alla palpazione con i polpastrelli appoggiati di piatto. E' bene imparare le variazioni delle ghiandole mammarie nei diversi momenti del ciclo mestruale.

  3. Eseguire la palpazione delicatamente in senso orario se­guendo un percorso a spirale o a cerchi concentrici, muo­vendo dalla parte più esterna a quella più interna (occorro­no almeno tre circonferenze per coprire tutta la mammella).

  4. Premere delicatamente tra il pollice e l'indice ciascun ca­pezzolo per controllare perdite di siero o di sangue; nel ca­so è bene riferirlo immediatamente al medico curante.

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giovedì 4 settembre 2008
Inserito da: Cristiano, 18.41 | Link | 0 Commenti

Cos'è l'aritmia?

Qualsiasi anomalia del ritmo cardiaco normale viene chiamata aritmia. Nel cuore umano normale il ritmo è di circa 70 battiti al minuto in condizioni di riposo. Il batti­to cardiaco origina da un punto preciso di un tessuto di conduzione specializ­zato, noto come nodo del seno, situato nell'atrio destro, che trasmette l'impul­so alla contrazione (sistole) di tutto il muscolo cardiaco. Il ritmo normale del cuore viene pertanto definito sinusale, perché nasce da questa struttura, consi­derata il fisiologico segnapassi (pace­maker) cardiaco. Lo stimolo contrattile si propaga poi radialmente agli atri, convergendo sul nodo atrioventricolare, situato alla base del setto interatria­le (fra atri e ventricoli). Da qui l'impul­so raggiunge il sistema di conduzione vero e proprio, il fascio di His che, at­traverso due branche, destra e sinistra, e una fitta rete di ramificazioni, lo di­stribuisce alle cellule muscolari dei due ventricoli. Qualsiasi alterazione della sequenza descritta può essere responsa­bile della comparsa di un'aritmia.
Molte condizioni fisiologi­che possono essere responsabili di aritmie, definite in questo caso funzionali: sfor­zi fisici, processi digestivi, assunzione e abuso di sostanze eccitanti (caffè, tè, tabacco) aumentano, attraverso il siste­ma simpatico, l'eccitabilità delle cellu­le miocardiche, causando perlopiù ta­chicardie ed extrasistoli sopraventrico­lari. Più frequentemente le aritmie si manife­stano nel cuore malato, sia nel caso che esista una malattia primitiva dell'orga­no sia che esso risulti coinvolto in con­seguenza di altre affezioni. Le malattie primitive che più spesso portano alto sviluppo di aritmie sono la cardiopatie ischemica, le cardiopatie valvolari, le cardiomiopatie primitive, le miocaediti. Tra le condizioni extracardiache re­sponsabili di aritmie si annoverano l'iperti­roidismo e il feocromocitoma; l'ipopo­tassiemia è il più importante squilibrio elettrolitico causa di aritmie.
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Inserito da: Cristiano, 18.06 | Link | 0 Commenti

Wi-Fi allarme salute?



QUesto Video rappresenta una inchiesta realtizzata nell'anno 2007, nasce dalla protesta della
Associazione inglese degli insegnanti che volevano garanzie sull'innocuità dell'installazione di antenne Wi-Fi nelle scuole.
La lunga esposizione alle onde del wi-fi può danneggiare la salute umana? Quale sono i rishi di queste nuove antenne.

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Inserito da: Admin, 09.33 | Link | 0 Commenti

Vaccino in arrivo contro la Candida

La candidosi è un'infezione causata da funghi del genere Candida, che si trova abi­tualmente nel cavo orale, nella vagina e nel tratto gastrointestinale; può causare l’infezione in particolari condizioni, quando si riducono le difese dell’orga­nismo (uso di antibiotici). Può colpire gli spazi interdi­gitali delle mani e dei piedi, gli angoli della bocca, le pieghe cutanee, l’un­ghia, la mucosa orale (mughetto, ca­ratteristico del bambino). L’infezione determina, inoltre, candidosi vulvovaginali (emissione di secrezione bianca­stra) e balanopostiti (infiammazioni superficiali del glande, che spesso interessa anche il prepuzio), an­che a trasmissione sessuale.
I sintomi sono intenso eritema, fissurazio­ni simili a ragadi, erosioni, prurito, bru­ciore vivo e dolore. Le candidosi tendono a di­ventare croniche e le ricadute sono fre­quenti.
Studi effettuati dai ricercatori del Research Institute for Children di New Orleans, potrebbero aver trovato un vaccino contro la diffusione di questa infezione.
Le sperimentazioni sono state effettuate sui topi, utilizzando sei diverse proteine che compongono la copertura esterna del fungo e che le permettono di proliferare.
Ora i ricercatori di New Orleans sono riusciti a mettere a punto un vaccino, che, almeno sui topi, sembra essere in grado di garantire una certa copertura. La scelta delle proteine è stata fatta sulla base dell'espressione molecolare della candida nell'uomo. Alla fine dell'esperimento, in cui i ricercatori hanno somministrato ai topolini due dosi di vaccino, tutte le cavie sono risultate coperte contro l'infezione.

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mercoledì 3 settembre 2008
Inserito da: Cristiano, 16.18 | Link | 0 Commenti

Il massaggio shatzu


Benessere Salute vi segnala questo interessante video sul massaggio shatzu.

Cosa è il massaggio shatzu?
Il massaggio Shiatsu è una tecnica che ha cominciato a diffondersi in Giappone, affonda le sue radici nelle forme di manipolazione e massaggio tradizionali cinese.

Lo Shiatsu è una tecnica manuale basata principalmente sulle pressioni portate con i pollici, le dita, i palmi delle mani, i gomiti, le ginocchia o i piedi.

Il massaggio Shiatsu si basa essenzialmente su quattro "pilastri":

  1. il respiro
  2. la postura
  3. la perpendicolarità
  4. la pressione

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martedì 2 settembre 2008
Inserito da: Admin, 18.41 | Link | 0 Commenti

Cibi e Cuore

Migliorare lo stato di salute attraverso la corretta alimentazione è uno degli obiettivi a cui L'ISS, Istituto Superiore della Sanità, dedica da tempo un intero filone di studi presso il Diparti­mento di sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare, in collaborazio­ne con la Washington University School of Medicine di St. Louis. Per dimostrare gli effetti positivi della corretta alimentazione sulla salute, sono stati studiati in par­ticolare due tipi di dieta, a ridotto introito calori­co e vegetariana.
Gli esiti di tre diversi stu­di hanno permesso di scoprire che un'alimen­tazione a basso contenu­to calorico, che al con­tempo preveda il giusto apporto di tutti i nutrienti essenziali, pro­seguita per un lungo periodo di tempo, non solo raddoppiate possibilità di suc­cesso di vivere più a lungo, ma rallenta anche l'invecchiamento del cuore.
Sono stati esaminati 25 volontari per 7 anni. Alcuni di loro hanno seguito il regime ipocalorico, non superiore in media a 1 700 calorie al dì e a base di proteine, vitamine, sali minerali e ma­cro nutrienti essenziali, mentre altri hanno assunto per lo stesso periodo cir­ca 2.550 calorie al giorno, distribuite secondo una tipica dieta occidentale (molti grassi e poche pro­teine). È risultato che i soggetti che avevano praticato la restrizione calo­rica avevano un cuore di circa 10-15 anni più gio­vane rispetto a chi non l'aveva fatta.
Esito che induce a concludere che, non solo il cuore, ma tutti gli organi si mantengono più “gio­vani” seguendo questo re­gime alimentare.

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Inserito da: Cristiano, 13.52 | Link | 0 Commenti

L'Artrite Psoriasica

L'Artrite Psoriasica (AP) è una malattia articolare infiammatoria cronica riscontrabile tipicamente in persone affette da psoriasi o comunque in persone che hanno una storia familiare di psoriasi.
La psoriasi è una dermatite infiammatoria a decorso cronico recidivante che interessa di norma la cute, più raramente le mucose ed è caratterizzata da lesioni eritemato-squamose.
Generalmente l'inizio della AP è lento e insidioso ma in 1/3 circa dei pazienti può essere acuto. Nella AP in fase acuta le articolazioni interessate si presentano appunto con “artrite”, cioè infiammate (calde, rosse, gonfie con dolore e limitazione funzionale).
Generalmente l'artrite psoriasica (l'infiammazione dell'articolazione) colpisce le piccole articolazioni delle mani e dei piedi o grandi articolazioni (gomiti, ginocchia e caviglie) con una caratteristica asimmetria: ad esempio contemporanea tumefazione e dolore a carico di un ginocchio e della caviglia controlaterale. Più raramente l'inizio può essere di tipo simmetrico con un'artrite di piccole articolazioni di entrambe le mani e/o i piedi. Una caratteristica della AP è la frequente infiammazione delle borse sierose (borsiti) e dei tendini (tendiniti).
Nell'AP si innesca un meccanismo per cui il sistema immunitario che normalmente difende l'organismo dall'aggressione di agenti estranei (batteri, virus ecc.), si rivolge contro le strutture articolari dell'individuo. In seguito al contatto con alcune sostanze estranee, in presenza di una predisposizione genetica, nell'AP accade che vengano messe in causa particolari cellule, i linfociti T e i macrofagi; queste cellule infiltrano le membrane sinoviali liberando agenti chimici chiamati "citochine" che determinano l'infiammazione.
Una particolarità dell'infiammazione psoriasica è la produzione di nuovi capillari che, insieme alla proliferazione dei linfociti T e dei macrofagi determina la produzione del cosiddetto "panno sinoviale": si tratta di un tessuto, a volte simile a quello dell'Artrite Reumatoide, in grado di causare erosioni cartilaginee e ossee e quindi di compromettere l'integrità e la funzionalità delle articolazioni colpite. L'AP viene classificata nel gruppo delle spondiloartriti sieronegative.
L'AP compromette la qualità di vita di chi ne è affetto. L'entità del dolore, le limitazioni ai movimenti e il coinvolgimento psicologico sono infatti molto importanti tanto che, come risulta da numerosi studi, la qualità di vita dei pazienti con AP non si discosta da quella dei pazienti affetti da Artrite Reumatoide. Ma mentre in questi ultimi la gravità della malattia é dovuta soprattutto ai danni articolari, nei pazienti con AP gioca un ruolo importante anche e soprattutto l'interessamento cutaneo, causa di problemi psicologici.
La terapia dell'AP si basa su diversi farmaci, a volte prescritti in associazione fra loro. Tuttavia esiste la necessità anche di una terapia non farmacologica.

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Inserito da: Cristiano, 13.11 | Link | 0 Commenti