Il diabete in età adolescenziale

Adolescenti, come affrontare con loro la questione delle cure per il diabete? Nel presentare un nuovo studio comparativo (bimbi da 4 anni fino a ragazzi di 17 con diabete di tipo 1) su efficacia e sicurezza dell’insulina ricombinante glulisina (Apidra versus Lispro), un analogo rapido dell’insulina umana, che si inietta subito prima o dopo i pasti e utilizzata sia nelle iniezioni sottocutanee sia nei microinfusori, è emersa una differenza significativa (in positivo) proprio tra gli adolescenti tra i 13 e i 17 anni nel rispettare i parametri di emoglobina glicosilata (HbA1c), Lo studio, presentato al congresso ADA di San Francisco e, in anteprima a Parigi, durante un workshop della farmaceutica Sanofi Aventis, è stato commentato da Thomas Danne, direttore del dipartimento di Pediatria e Endocrinologia e Diabete dell’Hannover Medical School (Germania).
Questa differenza va studiata, non ne capiamo immediatamente le cause, ma sappiamo bene le difficoltà che si incontrano nella terapia con gli adolescenti, ha detto Danne, «L’approccio migliore, in questa delicata età, è quello della responsabilizzazione, educazione e informazione.
Un continuo lavoro per darsi obiettivi e verifiche, con segnalazioni dei rischi e delle varie opzioni terapeutiche. Occorre essere molto flessibili con gli adolescenti».

Altri studi riguardano il diabete di tipo 2.

L'importanza di un sollecito trattamento insulinico nel caso di pazienti che non raggiungono gli obiettivi glicemici raccomandati solo con dieta, esercizio fisico (stile di vita) o medicazioni per bocca (studio TULIP, Testing Usefulness Lantus lnitiated Promptly). Un’ulteriore ricerca ha coinvolto 542 pazienti con diabete di tipo 2 che non rispondono adeguatamente a soli ipoglicemizzanti orali (metformina) e trattati con il nuovo preparato iniettabile in varie dosi (dose giornaliera o in due dose contro placebo: buoni risultati dalla iniezione giornaliera.
È iniziata a maggio la sperimentazione clinica in fase 3 di questo nuovo preparato (AVE0010, un mimetico dell’incretina GLP-1) che coinvolgerà 3800 pazienti.
Infine, uno studio a 5 anni, sempre sul farmaco Lantus (insulina glargine a lunga durata di azione, somministrazione una volta al giomo) nella progressione della retinopatia, una delle più comuni complicanze causate dal diabete alla retina, in pazienti con diabete di tipo 2. Nella comparazione con l’insulina NPH (ad azione intermedia, da 50 anni preparazione cardine della terapia insulinica) non si rivelano rischi di peggioramenti nei pazienti di tipo 2.

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giovedì 30 ottobre 2008
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Quando il sonno è turbato dal sonnambulismo

Il sonnambulismo è un distur­ho del sonno che interessa il 4% della popolazione mondiale ed è più frequente nei bambini e negli adolescenti. Questo disturbo, che sembrerebbe correlato allo scarso riposo, è caratterizzato da attività motorie automatiche semplici, ad esempio uscire dal letto mentre si sta ancora dormendo, camminare nelle vicinanze o uscire di casa mantenendosi in stato di inco­scienza. E' difflcile risvegliare i sonnambuli e comunque lo si con­sidera pericoloso; la persona pre­senta vigilanza e reattività ridotte, lo sguardo fisso nel vuoto e non ri­sponde alla comunicazione di al­tri o ai tentativi di risveglio. Gli episodi di sonnambulismo posso­no terminare con risvegli sponta­nei seguiti da un periodo di confis­sione; in altri casi il soggetto torna a letto e continua a dormire fino alla mattina, oppure si sveglia la mattina successiva in luoghi di­versi dal solito e con amnesia di ciò che è successo. Il fenomeno avviene di solito nella fase tre e quattro del sonno non Rem.
Artemisia vulgaris è un rimedio indicato so­prattutto quando il son­nambulismo si manifesta nella fa­se puberale. Tipico del paziente al quale si prescrive Natrum muria­ticum è alzarsi dal letto nel sonno e sedersi da qualche parte in casa e continuare a dormire seduto. Quando la persona si alza nel sonno e va a guardare fuori dalla finestra osservando ciò che succe­de senza però ricordare nulla il mattino seguente, si pensa a Igna­tia amara.
Se il bambino insieme a fenomeni di sonnambuli­smo presenta anche enu­resi, abbondante sudora­zione alla testa e ai pie­di, il rimedio indicato è Silicea.
Se il piccolo paziente cammina nel sonno e presenta fre­quenti episodi di”pavor nottur­no “, cioè di terrore ingiustificato, e ha paura del buio, cerca la luce e desidera la presenza e il contatto fisico dei genitori, allora bisogna pensare a Phosphorus. Questo rimedio è adatto a un soggetto ipersensibile (e anche molto vulnera­bile) a tutti gli stimoli ambientali. Quando il bambino è sensibile al­le fasi lunari e durante il sonno è agitato, geme, digrigna i denti, cerca tranquillità e desidera la presenza dei genitori, l’indicazio­ne è Kalium ramatum.

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mercoledì 29 ottobre 2008
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Bimbi irrequieti e insonni, Chamomilla e lodum

Uno dei problemi pedia­trici più frequenti è lirrequietezza, spesso accompagnata da disturbi del sonno che rischia­no di spezzare l’armonia familia­re e mettere in crisi anche il rap­porto fra i genitori.
In questi casi occorre valutare con attenzione tutte le possibili cause e risolvere i problemi relazionali e ambientali che favori­scono l’instaurarsi di questi com­portamenti. Possono aiutare a riequilibrare il bambino rimedi come Chamomilla, da prendere in considerazione quando il piccolo è agitato, irrequieto, e si cal­ma solo se viene preso in braccio. Fa i capricci, vuole una cosa ma appena questa gli viene offerta la rifiuta e la butta via; niente in­somma sembra soddisfarlo.
E’ molto sensibile al dolore e piange continuamente senza un motivo apparente.
Si utilizza Iodum quando il bimbo è molto irritabile e non rie­sce a stare fermo, mangia di continuo ma non ingrassa, consu­mando tutta l’energia con il mo­vimento continuo.
Il bambino a cui si prescrive Lycopodium è in genere molto collerico. Si arrabbia violente­mente se non ottiene subito quello che richiede oppure se viene con­traddetto. Sono crisi di rabbia esplosiva che non riesce a control­lare e che, di solito, si associano anche a manifestazioni di mancanza di fiducia nelle proprie pos­sibilita, timidezza e paure. Una caratteristica del bambino a cui si prescrive Argentum nitricum è l’impulsività: questo bambino fa tutto in fretta e in modo ansioso. Spesso non vuole uscire di casa e talvolta rifiuta di andare a scuola. Anche Anacardium orientalis è considerato adatto a bam­bini impulsivi che sono spesso maleducati con i propri familiari, mentre sembrano angeli con gli estranei. Sono provocatori e se la prendono in modo esagerato per problemi di scarsa importanza.

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sabato 25 ottobre 2008
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Siti consigliati Benessere salute

Nelle vie del centro storico romano si trovano tantissimi alberghi 4 stelle Roma che consentono di raggiungere e visitare le numerose attrazioni che la città offre, come il Vaticano, l’Altare della Pace, il Pantheon, la celebre fontana di Trevi, le terme di Caracalla e altre ancora.

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giovedì 23 ottobre 2008
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Le conferme scientifiche sul Ginseng

Il Tonico delle cin­que viscere, cioè il Panax ginseng, pianta erbacea della famiglia delle Araliacee, consolida scientificamente il suo utilizzo (soprattutto da parte della Medicina Tra­dizionale Cinese) nel trattamento dell’invec­chiamento nonché delle funzioni cognitive cere­brali.

Diversi studi aveva­no già evidenziato come i componenti del ginseng aumentino l’acetilcolina, neurotrasmettitore nel sistema cerebrale che sovraintende al pensiero e alla memoria.

Le stesse sostanze, inoltre, in­fluenzano anche l’incre­mento della colinacetil­transferasi, enzima coin­volto nella sintesi di ace­tilcolina.

Altro elemento importante è che i com­ponenti del ginseng ini­biscono l’attività dell’acetilcolinesterasi, un enzima che provoca la de­gradazione dell’acetilcolina, sia a livello della corteccia cerebrale che dell’ippocampo. I gin­senoidi del ginseng, infine, hanno posto una seria candidatura allo sviluppo di nuovi farma­ci contro le patologie neurodegenerative.

Prima di entrare nel vivo della discussione rammento che esistono diverse specie di gin­seng e tra queste il Panaz ginseng, il quinque­foliuin e lo japonicus. L’European journal of Neurology (agosto 2008) pubblica una speri­mentazione del Dipartimento di Neurologia del Seoul Medical Center sull’efficacia del ginseng rosso coreano come “coa­diuvante” ai farmaci usa­ti nel trattamento della malattia di Alzheimer.

Per dodici settimane 61 persone (24 uomini e 37 donne), affette dalla ma­lattia, vennero suddivise in tre gruppi. A uno di questi venne sommini­strata una piccola quanti­tà di ginseng rosso (4,5 grammi al giorno), al se­condo gruppo una dose più elevata e al terzo, di controllo, del placebo.

I due gruppi ai quali era stato somministrato gin­seng rosso mostrarono evidenti segni di miglioramento, soprattutto ai dosaggi più elevati; ciò non avveniva nel gruppo di controllo.
Il miglioramento delle finzioni cognitive e delle“performance” delle per­sone venne verificato utilizzando, alla fine del­la sperimentazione, due diversi sistemi di mi­surazione.

Il primo era rappresentato dall’Al­zheimer Disease Assessment Scale (ADAS), cioè la versione coreana del Mini-Mental Sta­tus Examination (K-MMSE), test per la valuta­zione dei disturbi cognitivi.

La seconda meto­dologia di valutazione veniva data dall’utilizzo del Clinical Dementia Rating (CDR) anch’essa rivolta alla esplorazione dei disturbi cognitivi e comportamentali. Appare ovvio sottolineare la necessità di altri e più approfonditi studi.

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Il massaggio Ayurvedico

Le terapie di massaggio ayurvedico si dividono in due gruppi:
-Apatarpana, terapia di drenaggio;
-Santarpana, terapia nutritiva.
Esistono 2 tecniche di massaggio:
-Pindas Veda: usata prevalentemente per prevenire l’invecchiamento. Prima del massaggio si applica sul corpo una miscela di latte, riso e baia, una pianta.
-Pizhichil: ideale per curare malattie del cuore, artrite, sciatica, diabete, asma.
Il massaggio va effettuato con olio medicato che si prepara con olio di oliva (o cocco o sesamo) a cui viene aggiunto un decotto di piante medicamentose.
Il massaggio può essere caldo: si usa olio intiepidito e si comincia dai piedi, risalendo verso la testa e indirizzando la pressione sempre verso il cuore. Può anche essere un massaggio freddo, quan­do la pressione è esercitata dal cuore alla periferia del corpo e si inizia dalla testa per scendere verso i piedi. I movimenti utilizzati sono: impastamenti, frizioni, percussioni, vibrazioni, sfioramenti, striz­zamenti e pressioni. Gli oli più utilizzati sono quello di sesamo nero in estate, di cocco in primavera e quelli di semi di sesamo o di oliva in inverno.
Il massaggio ayurvedico viene solita­mente praticato su tutto il corpo, con varie tecniche e secondo modalità diverse a seconda che il paziente sia uomo o donna. Il massaggiatore, usando oli ricchi di princìpi attivi, lavora ogni centimetro di pelle, compreso il cuoio capelluto, e manipola con cura le quat­tro articolazioni; egli esercita poi pres­sioni su punti particolari del corpo, in parte corrispondenti ai punti quelli del­l’agopuntura.


Tra i punti più importanti da trattare vi sono quelli corrispondenti ai chakra , centri di forza fisica e metafisica situati lungo la colonna vertebrale; sono individuati dai testi sacri indù e vanno massaggiati con il pollice utilizzando movimenti circola­ri dopo aver applicato l’olio.
Massaggiando i chakra, si eliminano le ostruzioni presenti e si ristabilisce l’equilibrio del corpo, liberando il cor­retto flusso dell’energia kundalini (il cor­rispettivo del Ki).
Generalmente la durata media di una seduta varia dai 30 ai 45 minuti.

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domenica 19 ottobre 2008
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Rene, trapianto da cadavere

Dopo Stati Uniti, Spagna, Belgio, Francia, Olanda e Giappone anche in Italia sarà possibile prelevare reni anche dopo che si è fermato il cuore, aumentando di molto il numero di organi disponibili per il trapianto. La tecnica di espianto, che richiede una complessa ed efficace organizzazione, è stata applicata per la prima volta in Italia al San Matteo di Pavia.
L’organo è stato trapiantato a un uomo di 57 anni, in dialisi da oltre tre anni. Nei giorni successivi ne sono stati effettuati già altri due.
Fino a ieri, spiega Paolo Ganci, responsabile del Centro di coordinamento donazioni e trapianti, quando si fermava un cuore, in presenza di volontà di assenso da parte del soggetto. venivano prelevate cornee e tessuti, ma nessun organo.
Oggi, grazie a un’organizzazione che vede tutte le componenti ospedaliere allertate, si possono recuperare anche alcuni organi poi attentamente valutati per l’idoneità al trapianto.
Accertata la morte e verificata la volontà della persona, o la assenza di opposizione dei familiari, si attivanole procedure per ridurre al massimo gli effetti nocivi dell’ischemia sul delicato tessuto renale dovuta alla cessazione della circolazione del sangue al suo interno, Quando il cuore smette di contrarsi, il sangue si ferma all’interno delle arterie. L’ossigeno che contiene viene consumato rapidamente dal tessuto circostante e, mancando il flusso, non ne arriva più altro. La tecnica chirurgica del prelievo e del trapianto è quella consolidata.

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venerdì 17 ottobre 2008
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Urologia: le dieci regole base

Oggi, Benessere Salute, vuole proporvi un sito utile ed interessante per tutte quelle persone che hanno piccoli problemi urologici, sia uomini che donne.

Spesso trascurate e sottovalutate, le patologie del­la prostata e delle vie urinarie causano invece ma­lattie che possono incidere seriamente sulla qualità della vita.

Non solo: i numeri di queste patologie so­no in continua crescita. Per questo uno dei princi­pali obiettivi della SIU, spiega il presidente Vincen­zo Mirone, è quello di “una migliore e più incisiva presenza dell’urologo sul territorio, in particolare in tre settori della specialità: urologia femminile, tera­pia dei tumori urologici e trapianti renali, che resta uno dei punti più deboli della sanità pubblica”.

La SIU, che conta oltre 2000 iscritti, celebra quest’anno il suo centenario; nonostante “l’età”, vanta tut­tavia un sito moderno, vivace ed articolato. Di particolare interesse per il cittadino le “10 regole d’oro” per prevenire e curare le più comuni patologie uro-genitali: indicazioni valide per uomini e don­ne, utili ad ogni età.


Ricco di informazioni e stru­menti anche il minisito dedicato alla prevenzione delle malattie prostatiche. Nella sezione “Urologia in Italia”, con l’aiuto di una mappa interattiva, è possibile consultare le unità, i reparti e i centri pub­blici urologici a cui rivolgersi sul tenitorio naziona­le.


Vai/SIU-Società Italiana di Urologia http://www.siu.it/

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mercoledì 15 ottobre 2008
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I benefici del tradizionale minestrone

Autunno e inver­no sono le sta­gioni più adatte per recuperare la tradizione di minestre, minestroni e zappe. Non è il caso di pignoleggiare sui tenni­ni e consideriamo “mi­nestra” qualsiasi primo piatto. più o meno den­so, arricchito dai più svariati ingredienti ma li­quido, da portare alla bocca col cucchiaio. Vor­rei parlare, quindi, in fa­vore di tutte le minestre, sia quelle ricche di verdure (poco importa se integrate con un cuc­chiaio di pastina o riso), sia quelle potenziate con cereali e legumi (pasta e fagioli, riso e lenticchie) che tuttavia potrebbero rappresentare un’alternativa meno calorica del­la solita pastasciutta.
Le variazioni gastro­nomiche in tema di mi­nestre sono infinite ma attenti a non esagerare, come nel caso della zuppa toscana di ma­gro alla contadina” che secondo Pellegrino Ar­tusi, pioniere della cultu­ra gastronomica italiana, si prepara con pane raffermo, fagioli bianchi freschi, olio d’oliva, cavo­lo cappuccio, bietola, ti­mo, patate ma anche con della cotenna di ma­iale o carne secca e pro­sciutto tagliati a striscie. A proposito di mine­stre, nei celebre. La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, Artu­si ha scritto: una vol­ta si diceva che la mine­stra era la biada dell’uo­ mo, oggi i medici consi­gliano di mangiarne poca per non dilatare trop­po lo stomaco e per la­sciare la prevalenza al nutrimento carneo. At­tenzione però, i tempi sono cambiati! L’Artusi si riferiva alla metà del­l’Ottocento, quando si doveva affrontare il lavo­ro dei campi con poco nutrimento e la carne era un lusso per pochi. Ormai la sedentarietà domina a tutti i livelli e l’offerta energetica del cibo è sovrabbondante, al punto da farci ricorre­re ai cibi light o alle mi­nestre come preambolo di una cena ipocalorica.
Ci sono validi motivi per utilizzare più spesso le minestre senza dover parlare di “dieta del minestrone”. Il primo è quello di aumentare il consumo giornaliero di verdure per il valore protettivo che la medicina assegna al loro patrimo­nio di vitamine, minerali, antiossidanti e fibre. li secondo motivo è quello di favorire il senso di pie­nezza gastrica, quindi la sazietà, con degli ingre­dienti che non fornisco­no troppe calorie, special­mente quando ci si limiti a piccole quantità di cerealì e legumi (meglio se ‘passati” per chi ha pro­blemi di colon irritabile). Inoltre, un’abbondante razione di minestrone vegetale, sia pure con 30-40 gramma di riso o di pastina, può diventare un accorgimento prezio­so per far accettare anche ai ragazzi ­un pò di verdure.
Meglio se le verdure sono di stagione ma per ch non può dedicare troppo tempo alla cucina andrà bene anche un mi­nestrone vegetale del su­permercato, con gli in­gredienti già pronti, sen­za dimenticare gli ottimi prodotti surgelati. L’effet­to saziante sarà comun­que raggiunto e tornerà utile anche in previsione di un secondo sobrio per qualità (ad esempio del pesce) e per quantità.

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lunedì 13 ottobre 2008
Inserito da: Cristiano, 15.36 | Link | 0 Commenti

Staminali multi-potenti dalle arterie

Le pareti dei vasi potrebbero essere la sede uni­versale delle cellule staminali mesenchimali multipotenti, fi­nora di origine sconosciuta. La scoperta. pubblicata su Cell Stem Cell, è dei ricercatori della Cell Factory della Fondazione Policlinico di Milano, guidati da Lorenza Lazzari.
Gli scienziati milanesi hanno identificato marcatori cellulari di staminalità multipotente nelle cellule perivascolari o peridri (le cellule esterne ai vasi sanguigni) di diversi organi umani, tra cui il muscolo scheletrico, il pancreas, il tessuto adiposo e la placenta.
I periciti si sono rivelati in grado di dare origine a un muscolo, e a prescindere dal tessuto di origi­ne, hanno anche manifestato po­tenziali capacità di riprodurre os­sa, cartilagine e tessuto adiposo­ .
Hanno quindi mostrato carat­teristiche tipiche delle staminali mesenchimali, che possono tra l'altro migrare nella sede precisa del danno per ripararlo. In altre parole, la parete dei vasi sangui­gni sarebbe la nicchia biologica dei progenitori staminali. I da­ti dello studio rappresentano un importante passo avanti per le potenziali applicazioni della me­dicina rigenerativa, spiega Paolo Rebulla, direttore della Cell Factory milanese e responsabile dell’Unità operativa di medicina trasfusionale, terapia cellulare e criobiologia della Fondazione Policlinico. «perché facilitano il riconoscimento e la coltura di un tipo omogeneo di cellule sta­minali adulte distribuite in di­versi organi e tessuti.
Queste cellule sembrano facilmente orientabili a svolgere una fin­zione riparativa dei danni che si manifestano in tessuti e organi nel corso dei processi fisiologici di invecchiamento e di alcuni processi patologici. Ora, con­clude Rebulla, è necessario svi­luppare gli sforzi per promuove­re le prime applicazioni speri­mentali di questi protocolli dal laboratorio all’uomo.

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sabato 11 ottobre 2008
Inserito da: Cristiano, 19.34 | Link | 0 Commenti

Salviamo la bocca

Tumore della bocca. Patologia grave e invalidante che continua a diffondersi:
in ottava posizione per l'Oms, ha un tasso di mortalità a cinque anni di oltre il 70%.
Se ne parla troppo poco, dice l'Andi, la maggiore associazione dei dentisti.

In Italia colpisce ogni anno seimila persone.
A chi sopravvive spesso servono invasive operazioni chirurgiche e mancano cenni specializzati per protesi adeguate. «Abbia­mo scelto di arricchire il mese della prevenzione dentale con l'Oral Cancer Day”, spie­ga Roberto Callioni presidente dell'Andi, «per evidenziare come la salute orale sia im­portante per mantenere sano tutto l'organismo.

Quindi, non solo motivare i cittadini verso una corretta igiene orale, ma anche una particolare attenzione verso patologie più gravi, una visita di controllo per prevenire le cause che predispongono al tumore del cavo orale». Come fumo e alcool.

Per l'Oral Cancer Day visite di controllo gratis dei dentisti volontari dell'Associazio­ne (indirizzi al numero verde 800911202), e per sensibilizzare i cittadini a farsi vede­re saranno oggi in piazza in oltre 80 città dentisti e 250 neolaureati in Odontoia­tria. Testimonial Max Laudadio, di Striscia la notizia, che spesso si è occupato del­l'abusivismo nel settore odontoiatrico. Si parlerà anche di prevenzione del papilloma virus: con le visite preventive e il test salivare sono stati scoperti diversi casi indirizza­ti poi agli specifici centri di eccellenza.

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venerdì 10 ottobre 2008
Inserito da: Cristiano, 12.11 | Link | 0 Commenti

Ogni giorno diamogli attenzioni

Salute e benessere a braccetto con pediluvio e pedicure. A casa o dall’estetista per godere del tocco in più di professionalità, manualità, trucchi’ del mestiere. È bello dedicare qualche momento ogni giorno alla cura dei nostil piedi: racchiudono la nostra essenza, esprimono la forza, la femminilità, la sensualità, la storia della nostra vita. Alleggerirli, coccolarli, è come farsi una carezza, spiega Delia Di Ciocco, estetista e rappresentante dell’UNER (Unione Nazionale Estetiste Professioniste).
La lettura del piede racconta la storia della vita di ognuno di noi Guardando il colore della pelle, la lunghezza delle dita, la posizione dell’occhio di pernice, del durone, si riesce a capire chi abbiamo di fronte, cosa gli serve per ridare energia e fare un buon lavoro di prevenzione».
L’inestetismo, che sia una ruga, un capillare, un callo o una borsa sotto gli occhi, è il primo segnale di alterazione di un equilibrio, ribadisce la Di Ciocco, specializzata anche in riflessologia plantare.
«Se ci si abituasse ad auto massaggiarsi o a farsi massaggiare le estremità, si riuscirebbe a prevenire tanti disagi e fastidi», aggiunge l’esperta.
Il pediluvio con erbe di stagione (d’estate la menta assicura freschezza) è un altro jolly sulla via del benessere e, a quanto pare, è particolarmente apprezzato dagli uomini.
Top di salute, piacevolezza e relax, spiega Delia Di Ciocco, un trattamento, molto antico, alla paraffina.
Si parte sempre dal pediluvio con erbe estive e petali di rose. Poi si tagliano cuticole, pellicine, duroni, si fa uno scrub massaggiando bene la pianta del piede, si risale lungo la gamba fino al ginocchio per riattivare la circolazione. Si sciacqua, si massaggia con una crema rinfrescante o emolliente a seconda delle esigenze, si fanno immergere tre volte i piedi nella bacinella con la paraffina tiepida che li avvolge come un guanto.
Poi si lasciano in posa per un quarto d’ora, poi si elimina il velo di paraffina e la pelle appare subito molto più morbida, rigenerata. Si conclude con lo smalto», aggiunge Delia Di Ciocco.
Il trattamento promette di essere davvero piacevole, il costo è contenuto e sembra regali la sensazione impagabile di volare sul velluto.

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mercoledì 8 ottobre 2008
Inserito da: Cristiano, 11.17 | Link | 0 Commenti

Massaggio connettivale riflessogeno

L’elaborazione della tecnica di questo massaggio, che privilegia le connessioni dell’apparto neurologico, si deve alla terapista Elisabeth Dicke a cui, nel 1929, vennero diagnosticati gravi problemi cir­colatori alla gamba destra che le provo­cavano un forte dolore lombare e che si sarebbero risolti a detta dei medici solo con l’amputazione.
Costretta a letto, la Dicke cominciò a massaggiarsi la zona lombare e sentì di avere, sopra il sacro, un zona in cui la cute era ispessita. Frizionando costantemente quella zona con le dita, riuscì a ridurre il dolore e sentì che la gamba cominciava a dare segni di vita, con aumento della temperatura e formicolio.
Provò allora ad appli­care lo stesso tipo di massaggio all’intera gamba e, nel giro di un anno, risolse i suoi problemi.
Studiando il suo caso, la Dicke arrivò a teorizzare il metodo di massaggio connettivale riflessogeno che prende in esame determinate alterazioni della cute, della schiena per capire e risol­vere alcune patologie di organi profondi, collegati, per riflesso, alla pelle.
Un massaggiatore che utilizza questo metodo deve avere una buona conoscenza dei rapporti che intercorrono tra le aree cutanee, l’innervazione somatica e le patologie degli organi interni.
Innanzitutto è fondamentale la palpazione della schiena del paziente, grazie alla quale si possono riconoscere alterazioni del tessuto cutaneo quali rigonfiamento acuto, cronico e atrofia.
Partendo dall’osservazione di queste modificazioni, alcuni importanti studiosi hanno fatto una classi­ficazione topografica delle zone corporee:
- zone di Head, a cui si riferisce il dolore proveniente dagli organi interni, se sti­molate, provocano dolore.
- zone addominali di MacKenzie, si pre­sentano con una contrattura muscolare cui corrisponde una malattia infiam­matoria. Sono molto dolorose se ven­gono premute.
- zone connettivali di Dicke, non danno alcuna sensazione qualora non venga­no stimolate.
La tecnica di massaggio consiste in pressioni e trazioni della cute con i pol­pastrelli del terzo e quarto dito, dapprima effettuate lievemente poi aumentando gradualmente l’intensità.
Ogni seduta inizia e termina sull’osso sacro e prevede, indipendentemente dal problema da risolvere, alcuni movimenti standard suddivisi in piccola e grande costruzione.
Il massaggio connettivale porta a uno stato totale di rilassatezza, va quindi pra­ticato quando il paziente è libero da impegni e ha la possibilità di riposare dopo averlo ricevuto.­

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martedì 7 ottobre 2008
Inserito da: Cristiano, 22.03 | Link | 0 Commenti

Il massaggio Thailandese

Come per altri massaggi che abbiamo trattato in precedenza, anche il thai comincia con manovre lievi che aumentano di intensità gradualmente, senza però far mai provare dolore eccessivo al paziente. In Thailandia si pratica su un materassino di lana o cotone pressato, appoggiato a una struttura di legno chia­mata tatami; il corpo deve poggiare su una superficie morbida, ma non molle. Solitamente il paziente rimane coperto, sia per questioni di tradizione che per mantenere caldi i muscoli.
Il massaggio è veramente efficace solo se il terapista ha un approccio positivo e riesce a tenere la giusta posizione, rima­nendo rilassato e naturale, in modo da compiere il minor sforzo muscolare pos­sibile. Per agire sui meridiani si utilizza­no manovre di compressione e digito­pressione una volta sola sulle linee energetiche, avanti e indietro; le com­pressioni si utilizzano dopo le digitopres­sioni per trattare superfici estese e
vanno eseguite lentamente durante l’espirazione, con un movimento ritmi­co avanti e indietro, spostandosi lungo la linea. Possono essere fatte con una mano, con le due mani sovrapposte, con le mani a farfalla (con le dita delle mani rivolte in modo diametralmente oppo­sto) e con l’avambraccio. Le digitopres­sioni invece agiscono sui meridiani in profondità e richiedono molta precisio­ne; per effettuarle va utilizzato il polpa­strello non la punta del pollice o dei due pollici sovrapposti. Gli allungamenti dei muscoli vengono fatti con manovre di presa del polso (si afferra il polso del paziente mentre lui afferra quello del massaggiatore) oppure della caviglia (con una o due mani si afferra la caviglia del paziente). Il massaggio thailandese sembra quasi una danza perché i vari movimenti sono molto coreografici.
Esistono in commercio alcuni manuali corredati da foto che illustrano la corret­ta sequenza del massaggio thai ma, se possibile, conviene sempre frequentare un corso, anche breve, e sottoporsi a qualche massaggio per coglierne a pieno i benefici e la funzionalità.

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lunedì 6 ottobre 2008
Inserito da: Cristiano, 11.53 | Link | 0 Commenti

Le allergie della pelle

La nostra pelle è sempre a rischio e rappresenta l’elemento di contatto tra il nostro organismo e l’ambiente esterno svolgendo un’importante ruolo di protezione dalle aggressioni degli agenti atmosferici, dall'inquinamento ambientale, dalle sostanze chimiche o da prodotti cosmetici inadeguati.

Tutto questo la rende, per natura, “esposta” alle patologie allergiche: allergia da contatto, dermatite allergica da contatto o eczema allergico.


Nella quasi totalità dei casi un'allergia cutanea è causata tramite il contatto diretto con alcuni allergeni ambientali.


La frequenza delle allergie cutanee è amplificata dall'elevato uso quotidiano di sostanze allergizzanti (sostanze chimiche, metalli, profumi, prodotti cosmetici, lattice, ecc...): attività semplici come lavare i piatti, utilizzare prodotti cosmetici o detergenti, indossare un braccialetto, possono scatenare, in soggetti predisposti, una dermatite allergica.


È quindi facile immaginare perché, fin dall'età infantile, le manifestazioni da contatto siano così frequenti e perchè le allergie da contatto siano in forte aumento in tutti i paesi industrializzati.

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sabato 4 ottobre 2008
Inserito da: Cristiano, 15.29 | Link | 0 Commenti

Massaggio terapeutico

Massaggio di origini antiche: le prime testimonianze ci arrivano dalla Grecia classica, dove sappiamo che il medico Ippocrate lo praticava per combattere gli inconvenienti della vecchiaia e altri disturbi.
Ben presto si è diffuso in larga scala negli ambienti militari e sportivi.
Oggi, parlando di massaggio terapeutico, si fa riferimento principalmente a 4 diverse correnti:
- metodo svedese;
- metodo tedesco;
- metodo francese;
- chiromassaggio spagnolo, messo a punto dal medico naturista Vicente Lino Ferràndiz.
Nel massaggio terapeutico si possono usare le mani contemporaneamente o alternate.
I movimenti sono direzionati verso il cuore (direzione centripeta), devono essere eseguiti delicatamente, con pressione superficiale (per trattare bambi­ni e anziani), pressione media oppure pro­fonda (soprattutto per gli sportivi). Generalmente si tende a seguire quest’or­dine: testa, viso, torace, braccia, mani, ventre, gambe, piedi, schiena.
La durata è di circa 45 minuti per un massaggio gene­rale e 20 minuti per un trattamento localizzato. Per completare il massaggio tal­volta si ricorre a un trattamento icirotera­pico, con doccia a getto diretto alternato caldo e freddo per 3 minuti a una distan­za di 3 metri o con dei fomenti, proceden­do a coprire per 5 minuti la zona interes­sata con un panno asciutto di lana, un panno bagnato con acqua bollente in cui è stato messo un sacchettino di piante officinali e, infine, un altro panno asciut­to a ricoprire il tutto.
Il trattamento comincia con alcuni movimenti rilassanti di sfioramento o con una frizione lunga o circolare per scaldare il corpo. Successivamente si passa agli impastamenti che servono a tonificare i muscoli, e, verso la fine del massaggio, alle pressioni.

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venerdì 3 ottobre 2008
Inserito da: Cristiano, 12.37 | Link | 0 Commenti

Maschere di bellezza per un viso raggiante

Le maschere di bellezza si applicano dopo aver lavato il viso con acqua tiepida e un sapone non aggresivo, per mantenere la pelle pulita.
Le maschere di bellezza si possono fare al mattino, alla sera, prima di uscire, ma anche prima di coricarsi.
Ne proponiamo uno svariato elenco:
-Maschera Tonificante: Prendete un tuorlo d'uovo, sbattetelo con due cucchiaini di olio d'oliva e passate il tutto sul viso e sul collo. Rimanete distese, tranquille, possibilmente rilassate. Dopo una ventina di minuti, potete lavarvi il viso con acqua tiepida: non strofinate l'epidermide, altrimenti l'effetto benefico della maschera viene diminuito. Per gli « sfoghi » di primavera, cioè per le macchie, i rossori, prendete un cucchiaio di succo di cetrioli, un cucchiaio di latte e un bianco d'uovo montato a neve. Aggiungete, piano piano, quindici gocce di acqua di rose. Mescolate il tutto, mettetelo su due o tre strati di garza, e appoggiate al viso: lasciate così per una ventina di minuti, poi lavate, sempre con acqua tiepida.
-Maschera per i pori dilatati: Se è estate, fate bollire e raffreddare la polpa di cinque o sei prugne nere; unite cinque o sei gocce di olio di mandorle dolci e applicate sul viso per una ventina di minuti. Infine, lavate con acqua di rose. Se è inverno prendete i residui di tè, lasciateli raffreddare, aggiungete il succo di mezzo limone e tamponatevi i pori dilatati per cinque o sei minuti.
-Maschera per depurare: Un cucchiaio di miele liquido, più un cucchiaino di succo di limone. Mescolate; passate su viso e collo, lasciate così per mezz'ora. Poì, togliete con acqua di rose o con infuso tiepido di rosmarino.
-Per combattere l'untuosità dell'epidermide Mischiate assieme il succo di mezzo limone e il succo di due pomodori. Appoggiate delicatamente su naso, guance, mento. Lasciate assorbire per mezz'ora circa; lavate semplicemente il viso sotto il getto di acqua fredda.
-Per attenuare le rughe: Il succo di cinque o sei albicocche o di quindici venti fragole appoggiato sul viso con un lieve picchiettio. Laverete il tutto dopo un quarto d'ora circa con acqua di rose. Per quanto riguarda le fragole, attenzione alle allergie.

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mercoledì 1 ottobre 2008
Inserito da: Cristiano, 12.28 | Link | 0 Commenti

Massaggio sportivo

Questo tipo di massaggio, dedicato agli atleti, serve a mantenere l’organismo in salute, a eliminare la stanchezza e a inter­venire sui traumi di muscoli e tendini.

Può essere eseguito prima di una gara, come preparazione, durante le pause della competizione e dopo la gara.

Assieme allo stretching serve per com­battere l’ affaticamento causato dalla pro­duzione di acido lattico, per sciogliere eventuali crampi e tensioni muscolari, per risolvere problemi di fibrosi muscola­re e di stiramento.
Il massaggio va sempre eseguito dalla periferia verso il centro.

In genere nei massaggi pre-gara si usano creme per riscaldare i muscoli, in quelli post-gara invece creme e oli con azione defatican­te e, alcune volte, gel antinfiammatori.

Alcune zone non devono essere trattate, in particolare: tibia, rotula, pube, zona epatica, sterno, capezzoli, clavicola, colonna vertebrale, scapole, dorso del piede, tendine d’Achille, coscia interna, area addominale, dorso della mano, parte mediale del braccio, zona cervicale.

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Inserito da: Cristiano, 12.13 | Link | 0 Commenti