Medicina interna - Stile di vita, stress e rischio cardiovascolare

Il legame fra lo stress psicologico ed il rischio cardiovascolare può essere in larga parte spiegato dal comportamento individuale, con elementi quali il fumo ed il livello di attività fisica: il trattamento dello stress psicologico in sé potrebbe dunque non essere il miglior approccio per la riduzione del rischio cardiovascolare. Se lo scopo è quello di trattare le patologie mentali onde ridurre il rischio cardiovascolare, è necessario adottare un approccio alquanto ampio, e non limitarsi alle componenti psicologiche: è necessario tenere conto anche dei fattori di rischio comportamentali, con particolare enfasi sull'attività fisica e sulla cessazione del fumo. Il trattamento delle malattie psicologiche, comunque, è un'area di considerevole interesse nella cardiologia clinica e nella ricerca inerente: vi sono di certo fattori psicosociali implicati nelle cardiopatie, ed i soggetti "stressati" o "depressi" presentano un aumento del 50 percento del rischio di malattie cardiovascolari rispetto alle loro controparti libere da elementi stressanti a livello psicosociale. Sono però meno chiari i fattori intermedi che spiegherebbero l'associazione in oggetto: la comprensione dei vari processi comportamentali e fisiopatologici che connettono lo stress psicologico alle malattie cardiovascolari sarebbe utile per potenziali interventi.

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mercoledì 22 aprile 2009
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Medicina di laboratorio - TBC e reazione ai farmaci: inefficace test linfociti

Il test farmacologico di stimolazione linfocitaria (DSLT) non è di molto aiuto nella diagnosi delle reazioni negative nei confronti dei farmaci antitubercolotici. Benchè il test di provocazione farmacologica (DPT) sia attualmente lo standard fra i test allergologici, esso non è scevro da rischi e dovrebbe essere preso in considerazione solo in relazione ai suoi possibili benefici. L'utilità del DSLT, che se effettuato correttamente non comporta alcun rischio, è stata dimostrata in molte malattie con altri farmaci, ma con i farmaci antitubercolotici non ha convinto. In questo caso, dunque, è consigliato il DPT, dato che la valenza diagnostica del DSLT è minima.

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Endocrinologia - Diabete tipo 1, zinco ed osteocalcina

L'apporto di zinco è direttamente associato ai livelli sierici di osteocalcina, un marcatore della formazione ossea, nei pazienti con diabete di tipo 1. Era stato precedentemente dimostrato che lo zinco stimola gli osteoblasti, bloccando invece la formazione degli osteoclasti. Benchè la riduzione dei livelli di zinco sia stata collegata ad una diminuzione del BMC nei diabetici, nessuno studio finora aveva esaminato lo status nutrizionale relativo allo zinco a fronte dei marcatori di turnover osseo. Nonostante il fatto che l'importanza di avere livelli più elevati di osteocalcina per la salute dell'osso sia poco chiara, rimane il fatto che i fattori dietetici sono modificabili, e dato che l'apporto inadeguato di zinco è stato indicato come fattore di rischio di fratture nel sesso maschile, lo zinco potrebbe risultare importante nella riduzione del rischio nei soggetti con diabete di tipo 1.

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Oncologia Tumore prostatico: nuova applicazione PSA


Negli uomini con livelli sierici di PSA pari a 2,5 ng/ml o meno, la percentuale di PSA libero rappresenta un accurato fattore predittivo di tumore prostatico alla biopsia. Recentemente le associazioni urologiche ed onclologiche hanno abbassato il livello soglia del PSA totale per la biopsia da quattro a 2,5 ng/ml, ma più del 17 percento degli uomini che non giungono a questo valore potrebbe avere comunque un tumore prostatico. L'uso di routine della percentuale di PSA libero dunque andrebbe fortemente raccomandato nello screening del tumore prostatico o nelle misure per la diagnosi precoce onde meglio stratificare la probabilità di tumore alla biopsia.

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Medicina interna - Malaria infantile: zucchero per l'ipoglicemia

La somministrazione di zucchero per via sublinguale è paragonabile a quella di glucosio per via endovenosa nella correzione dell'ipoglicemia associata alle forme gravi di malaria infantile. L'ipoglicemia infatti non è soltanto un indicatore della gravità della malattia, ma è anche un fattore prognostico negativo nel bambino: nelle zone rurali delle aree scarsamente sviluppate le infusioni endovenose sono raramente disponibili per via della mancanza di equipaggiamenti e di personale addestrato. Lo zucchero però può essere degradato dagli enzimi della cavità orale, e successivamente il glucosio può essere trasportato attraverso la mucosa. Se questa semplice misura venisse adottata come procedura d'emergenza in attesa della somministrazione endovenosa di glucosio, essa potrebbe salvare molte vite.

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Il profilattico ritardante ed erettivo

Arriva il profilattico di nuova generazione: protegge dalle malattie, ritarda l’eiaculazione e favorisce l’erezione. Ancora il profilattico non ha un nome ed è identificato con la sigla CSD500, ma i test eseguiti dall’azienda inglese \Futura Medical su 108 coppie avrebbero fornito risultati positivi soprattutto riguardo a durata di erezione e rigidità. Al contrario, nel gruppo di controllo effettuato con comuni profilattici, in alcuni casi, sono state osservate prestazioni
al di sotto delle aspettative.
La sostanza contenuta all’estremità del profilattico è sotto forma di gel e si chiama Zanifil. Essa viene assorbita dal glande e aumenta l’afflusso di sangue con conseguente miglioramento della rigidità.

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giovedì 9 aprile 2009
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Le staminali rigenerano il cuore

Il muscolo cardiaco ha la capacità di autoripararsi sostituendo le cellule danneggiate.
Le cellule staminali sono quelle da cui hanno origine tutte le altre. Nel corpo umano adulto ne esistono due tipi: quelle del cuore, capaci di raggiungere la maturazione evolvendosi in cellule di quello stesso organo e staminali multipotenti che, chiamiamo trasformisti, perché sono in grado di differenziare in vari tessuti a seconda della sede e delle condizioni in cui si trovano a crescere. Per cercare di curare alcune serie malattie cardiache, per esempio l’angina e lo scompenso refrattario, oggi si introducono nel cuore le cellule staminali trasformiste prelevate dal midollo osseo.
Sperimentazioni attualmente in corso per le cure di alcune malattie cardiache croniche stanno dando risultati piuttosto incoraggianti. In tutto il mondo si stanno conducendo sperimentazioni per limitare anche l’infarto.
E’ possibile che in futuro per fronteggiare l’infarto si riveli utile sia utilizzare farmaci capaci di potenziare la migrazione di staminali dal midollo osseo al cuore, sia iniettare le cellule direttamente nel muscolo cardiaco.
Le cellule staminali che usiamo per le forme serie di cardiopatia vengono selezionate dal midollo osseo, prelevato dal paziente stesso. Una volta introdotte nel cuore, questi precursori cellulari attraverso particolari meccanismi non ancora del tutto chiari contribuiscono ai processi riparativi e favoriscono la formazione di by-pass naturali.
Il prelievo viene effettuato dalla cresta iliaca cioè la parte sporgente anteriore del bacino.
Per il momento si utilizzano procedure poco invasive che prevedono piccoli tagli effettuati nel torace. Tramite queste incisioni, le cellule vengono iniettate perché passino direttamente al cuore. Una volta introdotte le staminali si riproducono e vanno a formare vasi sanguigni che migliorano l’irrigazione e l’ossigenazione del muscolo cardiaco.
Questo significa che le persone colpite da una grave cardiopatia, possono ottenere un notevole miglioramento.

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Russare non è solo un problema di rumore

Il russare è un rumore che viene prodotto con la respirazione durante il sonno e causa vibrazione degli organi e delle strutture attraversate dall’aria.
L’organismo umano è progettato per rifornirsi di ossigeno respirando attraverso il naso. Le vie nasali con le loro caratteristiche anatomiche e le presenza delle ciglia sono la via di ingresso più idonea per l’aria che viene riscaldata e purificata dalle particelle di polvere più grossolane oltre che dai germi.
La bocca è un passaggio di emergenza: il suo ruolo primario è quello di introdurre cibo.
Dovrebbe sostituire il naso nella respirazione solo quando le cavità nasali fossero ostruite per qualche motivo.
Alcune condizioni costituiscono un ostacolo al flusso dell’aria che deve compiere il tragitto tra il naso e i polmoni.
Le cavità nasali possono essere bloccate per cause diverse: una deviazione del setto, dovuto a cause anatomiche naturali o trauma, un rigonfiamento del tessuto mucoso per
raffreddore o forme allergiche, la presenza di polipi che crescono nel tessuto mucoso all’interno del naso.
La roncopatia è un problema abbastanza diffuso. Gli esperti stimano che almeno il 45% della popolazione russi in maniera discontinua, mentre il 25% lo faccia abitualmente (roncopatia cronica) predisponendo così l’individuo ad un problema più serio, che
colpisce circa il 10% della popolazione adulta. Il problema riguarda maggiormente gli uomini, le persone di mezza età e i soggetti in soprappeso o obesi.
L’apnea notturna è un’improvvisa mancanza di flusso dell’aria nel polmoni che causa un soffocamento e quindi un brusco risveglio.
Il sonno viene ad essere disturbato e l’ossigenazione dell’organismo interrotta. Al mattino ci si risveglia a fatica, si è irritabili, ci si sente stanchi e sovente è presente il mal di testa.
La diagnosi ha l’obbiettivo di distinguere il russare semplice da quello soggetto ad apnea. L’indagine inizia con la raccolta della storia medica dettagliata della persona, tramite
appositi questionari, poi si svolge una visita approfondita che coinvolge diversi specialisti: cardiologo, otorinolaringoiatra, pneumologo che possono richiedere l’elettrocardiogramma, la radiografia del torace e la TAC.
In sintesi, una persona che soffre di questo disturbo ha difficoltà respiratorie che col tempo possono causare problemi di cuore.

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Artrite reumatoide

E’ una malattia seria da affrontare che colpisce soprattutto le donne nell’affrontare la vita quotidiana, una sofferenza che potrebbe essere evitata se la malattia venisse riconosciuta
presto e curata con medicinali appropriati I nuovi farmaci biologici, che contrastano
la malattia fino a fermarla, non sono facilmente reperibili. E’ ancora insufficiente il numero delle strutture dedicate alla reumatologia, infatti le ridotte risorse economiche condizionano pesantemente le possibilità di cura.
La soluzione di questo problema dipende dalle scelte di politica sanitaria. Sarebbe necessario sviluppare ambulatori qualificati, strettamente collegati con le strutture reumatologiche dei grandi ospedali, in tal modo gran parte delle richieste di questi
pazienti potrebbero essere soddisfatte anche sul territorio.
Il primo segno importante della malattia è l’infiammazione dolorosa a carico di una o più articolazioni. Tra quelle maggiormente interessate ricordiamo mani, ginocchia e gomiti.
Un altro elemento caratteristico della malattia è la rigidità dell’articolazione colpita, rigidità che si manifesta per lo più al mattino dopo il risveglio.
I medicamenti usati hanno lo scopo di far diminuire l’intensità del dolore e dell’infiammazione, controllare l’evoluzione della patologia, ripristinare la funzionalità delle articolazioni e prevenire la comparsa di nuove complicazioni I FANS combattono il dolore e l’infiammazione, ma possono creare problemi al fegato, hanno un elevato grado di tollerabilità gastrica e intestinale.
I cortisonici vengono associati ai FANS per brevi periodi, nelle fasi più acute della malattia; sono invece somministrati in modo continuativo nelle forme più serie.
Possono provocare molti effetti collaterali come l’osteoporosi, malattia delle ossa caratterizzata dalla progressiva perdita di minerali da parte del tessuto osseo con conseguente aumentata fragilità.
Per questo motivo i cortisonici vanno usati sotto lo stretto controllo medico.
I farmaci biologici sono i più recenti e i più efficaci; nati grazie alle biotecnologie sono in grado di bloccare alcune temibili sostanze che danneggiano le articolazioni:
Questi farmaci devono essere prescritti solo dopo diagnosi certa e solo a malati che non hanno tratto beneficio da altri tipi di trattamento.
La radiografia è essenziale sia per la diagnosi sia per valutare l’evoluzione del danno; l’ecografia è utile per valutare lo stato dell’infiammazione dell’articolazione.

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Disturbi sessuali

Disturbi sessuali di Renato Castellani"Ombre dell'estate" è l'esordio letterario di Renato Castellani, medico urologo che racconta i disturbi sessuali maschili attraverso casi attinti alla realtà della sua professione.

Un romanzo scientifico, dunque, che si snoda nell'arco di un'estate, che qui evoca il pieno vigore della vita, incupita dalle ombre della malattia, origine di incertezze e disagi difficili da ammettere e vivere; sullo sfondo Firenze, i vecchi amici, i ricordi del passato, la moglie Silvana…

Poi c'è la Malattia, quella vissuta dai pazienti, personaggi tra realtà e fantasia, ognuno con la sua storia di uomo e di malato.

Infine la malattia vissuta dal protagonista. E' soprattutto in questa parte del romanzo che si svela l'umanità del medico e la partecipazione dell'uomo alla malattia altrui, al punto di considerare la propria "un privilegio che gli aveva permesso di rientrare nel camice bianco con una disponibilità diversa nei confronti degli altri: sentiva che era suo dovere far comprendere, come lui stesso aveva compreso, che la componente psichica svolge un ruolo determinante nel processo di guarigione e che la comprensione da parte dei pazienti delle strategie terapeutiche adottate dal medico non può che svolgere un'azione favorevole".



Nota biografica.
Renato Castellani nasce a Milano il 27 dicembre 1946, si laurea in medicina e chirurgia e si specializza in urologia.
Inizia a svolgere l’attività medica presso l’ospedale San Gerardo di Monza come assistente della Divisione di Urologia e completa la formazione professionale ottenendo nel 1984 l’idoneità nazionale a primario di urologia e nel 1986 quella di urologia pediatrica. Dal 1991 si occupa di urologia e andrologia presso l’Ospedale San Carlo di Milano. Collabora con diverse società scientifiche specializzate italiane e straniere. Nella vita non professionale, oltre alla moglie Silvana e al figlio Edoardo, ha due grandi passioni: la scrittura, che lo ha portato a scrivere questo primo romanzo ispirato ai casi clinici affrontati in ambulatorio, e la musica: è infatti un ottimo pianista.

Per maggiori informazioni:
Maura Lugano, Editoriale Fernando Folini, Il Battaglino 15052 Casalnoceto (AL),
tel. 0131807001 Fax 0131 807001+47,
luganom@edifolini.com

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mercoledì 8 aprile 2009
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Reumatologia - Osteoartrosi del ginocchio inutile l'artroscopia

La chirurgia artroscopica per l'osteoartrosi del
ginocchio non offre alcun beneficio aggiuntivo
rispetto ad una terapia medica e fisica ottimale.
L'efficacia di questa strategia era finora sconosciuta:
la chirurgia artroscopica, nella quale un artroscopio
viene inserito nell'articolazione del ginocchio, consente
di effettuare il lavaggio, una procedura che rimuove
materiale particolato quale i frammenti di
cartilagine ed i cristalli di calcio. Essa consente
anche di effettuare il cosiddetto "debridement",
con il quale è possibile ripulire le superfici
articolari ed eliminare gli osteofiti. Il fatto
che essa non sia utile in questi pazienti non
significa che non lo sia anche in presenza di altre
condizioni patologiche del ginocchio, come le
lacerazioni del menisco. L'osteoartrosi, in sostanza,
non è una controindicazione alla chirurgia
artroscopica, che rimane appropriata nei casi in
cui si pensa che l'osteoartrosi non sia la causa
primaria del dolore. La decisione corretta dunque
rimane a carico del giudizio clinico del chirurgo.

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Cardiologia - Aneurismi intracranici, la via endovascolare










Il trattamento endovascolare degli aneurismi
intracranici non fissurati presenta un buon
tasso di successo a breve termine in un'elevata
percentuale di pazienti. La gestione di questi
pazienti rimane controversa, ed i risultati del
trattamento endovascolare non erano conosciuti
con precisione finora. I risultati ottenuti in
materia verranno ulteriormente esaminati dopo
uno e tre anni di monitoraggio, ma comunque
dimostrano che il trattamento endovascolare degli
aneurismi intracranici non fissurati è praticabile
molto spesso con un basso livello di morbidità e
mortalità. Esso dunque va considerato trattamento
di prima linea all'atto della diagnosi.

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Ginecologia - Tumori utero: p16 aumenta specificità test Hpv








Come protocollo per lo screening dei tumori cervicali, la combinazione del test dell'Hpv con i test immunologici per il p16 migliora la sensibilità rispetto alla citologia convenzionale. La sovraespressione di p16 è un indicatore dell'espressione di oncogeni virali e deregolazione del ciclo cellulare, e pertanto rappresenta un potenziale candidato per gli esami secondari delle pazienti Hpv-positive. In base a quanto rilevato, le donne Hpv-positive che risultano anche positive per la sovraespressione del p16 mantengono quasi tutto il guadagno in sensibilità ottenuto dal test Hpv senza test p16 rispetto alla citologia tradizionale, ma ottengono anche indicazioni alla colposcopia simili a quelle ottenute con le tecniche classiche. (Lancet Oncology online 2008, pubblicato il 9/9).

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Non fare confusione sul dolore

Nella giornata di mercoledì l'ex ministro della Sanità Livia Turco ha reagito alla direttiva emanata dal ministro Maurizio Sacconi che specifica come sia illegale interrompere nutrizione e idratazione artificiali in una qualsiasi delle strutture sanitari italiane, pubbliche o private, chiedendo una legislazione specifica e, nel frattempo, il potenziamento delle strutture dedicate alla gestione del dolore. Oggi è stata la volta di Paolo Notaro presidente dell'onlus Nopain, associazione italiana per la cura della malattia dolore che ha dichiarato: "Nel dibattito di questi giorni sul caso di Eluana Englaro si registrano ancora controproducenti equivoci a proposito di trattamento del dolore, cure di fine vita e stati vegetativi. Una cosa è una struttura di terapia del dolore - precisa - ben altra è una unità di cure palliative. Così come la terapia analgesica è ben differente dalle cure palliative somministrate a pazienti terminali. Uno stato vegetativo persistente, infine, è diverso da una malattia giunta alla fase terminale. Per Notaro, "fare chiarezza su ciò di cui si discute, utilizzando un linguaggio corretto, sarebbe d'aiuto sia al legislatore per cogliere la dimensione dei differenti problemi e apporre eventuali correttivi normativi e organizzativi, sia al pubblico che ha diritto di essere assistito e informato adeguatamente". No dunque alle confusioni, per evitare di provocare "ulteriore disagio a chi già è preda della sofferenza".

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Neurologia - Nevralgia occipitale: speranza botulinica









Il blocco del nervo occipitale tramite tossina botulinica ricostituita tipo A può alleviare il dolore derivante dalla nevralgia occipitale. Benchè non sia stata rilevata alcuna riduzione significativa nell'uso di medicinali antidolorifici, è stata comunque rilevata qualche miglioria nei parametri relativi alla qualità della vita. Il dolore occipitale è di solito molto variegato, ed ogni paziente lo accusa in modo leggermente diverso, ma questa strategia sembra agire in qualche misura su ogni tipo di dolore. Si tratta dunque di un approccio promettente, la cui applicazione andrà ulteriormente esaminata in studi futuri. (Headache 2008; 48: 1476-81)

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Otorinolaringoiatria - Adenotonsillectomia: obesità ininfluente








L'obesità non predice necessariamente un esito sfavorevole nei bambini sottoposti ad adenotonsillectomia per la correzione dei disturbi della respirazione nel sonno. L'importanza relativa dell'obesità e dell'ipertrofia adenotonsillare nella patogenesi dei disturbi della respirazione nel sonno di natura ostruttiva è poco chiara: l'adenotonsillectomia in questi casi non è sempre curativa, ed i bambini obesi sono maggiormente a rischio di patologia residuale dopo l'intervento. In realtà, l'efficacia dell'adenotonsillectomia quale trattamento dell'apnea ostruttiva nel sonno può variare da paziente a paziente in base alla contribuzione relativa di ingrossamento del tessuto linfoide faringeo, obesità, morfologia delle strutture facciali e collassabilità della faringe alla restrizione del lume delle vie aeree superiori durante il sonno. (Chest 2008; 134: 1149-55)

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Chirurgia valvolare: predizione mortalità









La funzionalità renale predice indipendentemente il rischio di mortalità a seguito di un intervento di chirurgia valvolare. Le disfunzioni renali sono una causa riconosciuta di morbidità e mortalità cardiovascolare, ma la loro rilevanza prognostica nei pazienti sottoposti a chirurgia per cardiopatie valvolari era finora poco chiara. La correlazione fra mortalità post-chirurgica e funzionalità renale, con particolare riguardo per la stima della filtrazione glomerulare, è indipendente dagli altri fattori di rischio noti, compreso l'EuroSCORE. L'incorporazione della stima della filtrazione glomerulare nei modelli di stratificazione del rischio già esistenti potrebbe consentire un miglioramento del riconoscimento dei pazienti a maggior rischio, il che faciliterebbe l'adattamento delle terapie disponibili, mentre la comprensione dei meccanismi coinvolti potrebbe fornire le basi per lo sviluppo di strategie che migliorino gli esiti. (Am Heart J 2008; 156: 893-9)

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Reumatologia - Artrosi del polso: utili supporti articolati










I supporti articolati per il polso, che consentono i

movimenti delle articolazioni delle dita e del pollice, e

pertanto anche l'effettuazione delle attività quotidiane,

portano ad una considerevole riduzione del dolore nei

pazienti con artrosi del polso. Si tratta della prima

volta in cui viene dimostrata una simile efficacia di

questi apparecchi nella riduzione del dolore. Il loro uso

inoltre porta anche ad un leggero aumento della forza

della presa della mano, ma questo ed altri elementi

relativi alle abilità funzionali non raggiungono la

significatività statistica. Si tratta comunque di un

intervento utile per i pazienti con artrosi del polso, ed

i dati incoraggianti rilevati potrebbero essere d'aiuto al

medico nelle scelte terapeutiche per questi soggetti.

(Arthritis Rheum 2008; 59: 1698-704)

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Novità IT nella sanità

Le novità IT nella sanità: Ingenico presenta il progetto tedesco alla Conferenza e-HealthCare

Ingenico parteciperà alla prima edizione della Conferenza e-HealthCare, che si terrà il 21 aprile 2009 a Roma, dove presenterà il progetto sanitario Gematik-eGk realizzato in Germania.

L’evento, dedicato alle innovazioni e alle nuove tecnologie nella sanità, sarà caratterizzato dalla presenza di relatori provenienti dal mondo istituzionale e dal mondo IT, tra i quali anche l’Ing. Claudio Carli, Marketing & Communication Director di Ingenico Italia, e Rainer Behtke, Product Manager di Sagem Monetel GmbH (Ingenico Group), che esporranno un intervento sulle nuove tecnologie applicate al settore sanitario.

La presenza di Ingenico alla Conferenza e-HealthCare sarà importante per testimoniare il successo del progetto Gematik-eGk realizzato in Germania, dove è già attivo da oltre dieci anni un sistema sanitario con identificazione degli assistiti per mezzo di smart-card, arricchito oggi dalle nuove direttive che migliorano ulteriormente il sistema.

Maggiori informazioni sull’evento sono disponibili sul sito www.ForumHealthCare.it

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martedì 7 aprile 2009
Inserito da: Admin, 15.49 | Link | 0 Commenti

Patologia psichiatrica e invalidità civile

Patologia psichiatrica e invalidità civile.
"Patologia psichiatrica e invalidità civile.
Manuale per la valutazione dell’invalidità civile per patologia psichiatrica alla luce del DSM-IV"

di Giuseppe Messina
©Editoriale Fernando Folini
€ 20,00
ISBN 88 7266 076 9

Il primo manuale per la valutazione dell’invalidità e del danno in psichiatria.

Un’opera innovativa, un utile strumento di lavoro per i medici legali, per gli avvocati, per i magistrati, per i componenti delle commissioni ASL di valutazione delle invalidità e delle commissioni infortunistiche dell’INAIL, per gli psicologi, gli psichiatri.

Il manuale, redatto alla luce dei sistemi classificatori più aggiornati, non si limita a essere un’illustrazione della normativa vigente, ma è un vero e proprio riesame dell’intera materia.
Esso rappresenta, pertanto, un supporto indispensabile per misurare l’inabilità totale o parziale e per valutare il danno risarcibile in conseguenza di una patologia psichica, nonché per determinare l’indennità di accompagnamento: tutto questo attraverso schemi scientifici e collegati a orientamenti nosografici accreditati a livello internazionale, espressi dal DSM-IV.

Giuseppe Messina è medico dirigente psichiatra presso la ASL 11 di Reggio Calabria. E’ componente medico civile della Commissione Medica di Verifica degli Stati Invalidanti del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Per maggiori informazioni:
Maura Lugano
Ufficio stampa Editoriale Fernando Folini
Il Battaglino
I-15052 Casalnoceto (AL)
0131 807001
luganom@edifolini.com

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venerdì 3 aprile 2009
Inserito da: Admin, 21.37 | Link | 0 Commenti