Principi e leggi dell'Omeopatia

"similia similibus curentur" : cioè i simili possono essere curati dai simili; è la legge dei simili per cui il malato è curato con le stesse sostanze che provocano i sintomi della malattia

"primum non nocere": locuzione latina che significa "per prima cosa, non nuocere", secondo l'indicazione ippocratica per cui, nella scelta di una terapia, un medico innanzitutto non deve nuocere al paziente; questo principio si insegna nelle facoltà di medicina. Dal punto di vista Omeopatico il concetto può essere esteso tenendo conto che la malattia è considerata una salutare eliminazione di tossine accumulate nell'organismo ed il medico non dovrebbe usare sostanze in grado di ostacolare il processo di purificazione

"la dose infinitesimale": basse e medie diluizioni vengono usate in patologie che interessano prevalentemente la parte organica dell'individuo, mentre le alte diluizioni s'impiegano in patologie presenti da tempo, che coinvolgono la componente psicologica del paziente (patologie croniche) "vis medicatrix naturae": ovvero il potere risanatore presente in tutte le cose viventi, per cui ognuno ha, nei primi gradi di una patologia, la possibilità di risolverla spontaneamente, se non viene soppressa, poichè la natura è il massimo potere terapeutico, spontaneo, "naturale"

"esiste il malato e non la malattia": ogni paziente è una pagina a sé; la sua patologia, anche se uguale come diagnosi, è diversa in quanto il "reale" della patologia ed il "vissuto" del paziente, sono individuali "legge di Hering" o "legge di guarigione": la guarigione deve procedere secondo un iter di eliminazione dei sintomi: dal centro alla periferia ovvero dall'interno verso l'esterno, dall’alto verso il basso; questo per la caratteristica "centrifuga" della cura omeopatica che mira a "buttare fuori" la malattia anziché sopprimerla. Spariranno inizialmente i sintomi che sono comparsi più recentemente e in un secondo tempo quelli che hanno un'origine più remota.

"effetto secondario": alla somministrazione di una sostanza la Forza Vitale si oppone con carattere conservativo sempre a favore della vita. La sostanza che si somministra all'organismo deve "stimolare" la sua reazione e come tale più che elevata nel dosaggio deve essere "specifica" per i disturbi del paziente "specificità medicamentosa": ogni medicamento produce effetti specifici nel corpo umano e nessun'altra sostanza medicinale può dare origine ad altri effetti che siano del tutto simili a quelli". (dall'Organon). Quindi possiamo affermare che l'interesse del medico omeopatico non è sicuramente la diagnosi di malattia, bensì la diagnosi di "rimedio".

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