Emorroidi: un fastidioso problema da trattare con delicatezza.

Emorroidi: un fastidioso problema da trattare con delicatezza.

Niente piú dolore post operatorio né complicanze emorragiche o della funzionalità sfinteriale: con l'innovativo Laser-TDH alla malattia emorroidaria viene riservato un trattamento assolutamente non invasivo e del tutto ambulatoriale.
Si annunciano in sordina, con lieve prurito e bruciore. All'inizio non ci si fa molto caso ma poi, con il passare del tempo, arrivano le fitte, il dolore persistente, il sanguinamento, la perdita di muco, la tromboflebite emorroidaria, il prolasso. Le emorroidi costituiscono un disturbo molto diffuso (le statistiche parlano del 25-30% della popolazione), complice anche uno stile di vita frenetico, ma nello stesso tempo sedentario. Una patologia che colpisce per lo pi' le donne e che pu' essere risolta in maniera dolce e senza alcun trauma, grazie al raggio mirato del Laser THD, in grado di fotocoaugulare all'istante le fastidiose protuberanze di cui, per imbarazzo, si parla poco, anche con il proprio medico.

CHE COSA SONO
Le emorroidi sono una dilatazione varicosa delle vene del retto, la parte finale dell'intestino. Possono comparire internamente (fuoriuscendo magari durante lo sforzo della defecazione) oppure esternamente rispetto all'orifizio, provocando in qualche caso un prolasso della mucosa. Tra le cause della malattia emorroidaria si annoverano - oltre ai fattori ereditari, congeniti (debolezza della parte venosa) e alla senilitá e stitichezza, sedentarietá, stipsi, gravidanza, una dieta povera di fibre, l'assunzione di alimenti irritanti (spezie, cibi piccanti, crostacei, alcolici) e di ormoni (come la pillola anticoncezionale), stress.

GUAI A TRASCURARLE
E' importante saper riconoscere le emorroidi sin dal loro esordio. I sintomi sono inequivocabili. Dapprima appare il prurito; l'impulso a grattarsi é irrefrenabile ma, attenzione: il rischio é di ledere e infiammare ulteriormente la zona colpita. Al prurito si accompagna anche una sensazione di pesantezza, di bruciore e talvolta, soprattutto al termine della defecazione, un leggero sanguinamento (il sangue é di colore rosso vivo). Il dolore, quando arriva, si manifesta con fitte lancinanti: al suo apice porta spesso con sé un altro disturbo associato (ragadi anali o forme tromboflebitiche). La prima cosa da fare é rivolgersi ad uno specialista poiché in questi casi é quasi impossibile che il problema se ne vada spontaneamente cosÏ come si é presentato. E' da sottolineare inoltre che il disturbo é spesso recidivo. Ai primi esordi, la malattia emorroidaria puó’ essere curata con pomate o iniezioni. Giunti al terzo o quarto stadio, é necessario invece intervenire chirurgicamente, poiché a questo livello le protuberanze causano forti dolori e tendono a sanguinare con facilitá, portando anche a gravi stati di anemia. Le statistiche rivelano che in Italia ogni anno siano circa 35mila i pazienti che necessitano di un trattamento chirurgico anti-emorroidario.

LA CHIRURGIA TRADIZIONALE
Esistono diversi tipi di trattamento chirurgico o parachirurgico delle emorroidi: dai classici interventi di emorroidectomia selettiva (il piu’ eseguito é quello di Milligan-Morgan) all'intervento di longo, che trova indicazioni soprattutto nei casi di emorroidi complicate da prolasso rettale, sino ad arrivare ai trattamenti di sclerosi o di legatura elastica che hanno il pregio di essere meno cruenti, ma che in un elevato numero di casi espongono a complicanze o a recidive. Tali interventi, nessuno escluso, hanno un comune denominatore: l'asportazione diretta o provocata delle emorroidi e di una porzione di tessuto ad esse circostante, fatto questo che spiega il dolore post operatorio pi' o meno intenso avvertito dal paziente e le non infrequenti complicanze emorragiche o della funzionalitá sfinteriale.

RIMUOVERLE CON DOLCEZZA...
Liberarsi delle emorroidi non é pi' temibile e doloroso come un tempo. Grazie alla tecnologia laser si interviene in maniera indolore, in pochi secondi, e senza necessit‡ di ricovero. Il laser dell'ultima generazione impiegato per la malattia emorroidaria (i primi interventi sono stati eseguiti tra il 2007/2008) é il Laser-THD (acronimo di ìdearterializzazione emorroidaria transanale con laser). Tale strumento ha permesso l'evoluzione della terapia THD, messa a punto dal chirurgo giapponese Morinaga e ora considerata nelle linee guida della Societá Italiana di Chirurgia Colorettale come trattamento di scelta per emorroidi non complicate da prolasso irriducibile. L'obiettivo dell'intervento non é quello di asportare le emorroidi bensí di asciugarle eliminando il rifornimento di sangue normalmente garantito dai rami terminali delle arterie emorroidarie superiori. La terapia THD richiede un rilevatore di flusso (doppler) ad alta frequenza, indispensabile per l'identificazione intraoperatoria delle arteriole emorroidarie. Con il perfezionamento della tecnica, diventa LaserTHD, le arteriole che riforniscono le emorroidi non vengono pi' legate con un punto, ma fotocoaugulate attraverso il raggio mirato del laser. La procedura presenta il grande vantaggio di essere eseguita senza alcuna anestesia (neppure locale!) consentendo un trattamento delle emorroidi assolutamente incruento, indolore (sia durante che dopo la terapia), privo di complicanze e del tutto ambulatoriale.

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