Io e Montella

Intervista a Fabio Conta, osteopata, specialista della colonna vertebrale e vero angelo custode della condizione fisica di Vincenzo Montella.

Ci può raccontare la sua storia professionale?
“Dopo il diploma di terapista ho intrapreso i percorsi professionali più disparati cercando di fare esperienza con la maggior parte delle patologie per conoscerne le problematiche e decidere quale strada volevo seguire. In seguito mi sono dedicato espressamente alla mia grande passione professionale, la patologia della colonna vertebrale, il famigerato mal di schiena”.

Da quanti anni lavora nel mondo dello sport professionistico?
“Da più di 10 anni, sempre in squadre calcistiche di massima serie: Sampdoria, Roma, Fhulam ed ora nuovamente alla Sampdoria.

Com'è nato il suo legame con Vincenzo Montella?
“Attraverso amicizie comuni che mi hanno permesso di conoscerlo prima come uomo, poi come professionista. Un suo problema di pubalgia mi ha coinvolto in prima persona e da allora ho continuato a seguire il giocatore”.

Qual'è il segreto per seguire con successo un campione del livello di Vincenzo?
“Impegno ed abnegazione nella gestione della quotidianità dell'atleta. Tempismo nell'interpretare qualsiasi sensazione fisica riferita in modo tale da non ingigantire ne trascurare le situazioni. Aggiornamento professionale continuo in campo fisioterapico-riabilitativo e lavoro specifico di prevenzione dell'infortunio non traumatico”.

Ricordi particolari, qualche aneddoto di questi anni nel calcio?
“I miei ricordi particolari sono legati ad una dolorosissima retrocessione con la Sampdoria e ad una esaltante stagione che ha portato la Roma a vincere lo scudetto. Pensare ad un' aneddoto che valga la pena raccontare non è semplice, forse il recupero lampo di Vincenzo dopo una distrazione muscolare di 1° grado avvenuto contro ogni previsione in 10 giorni, la fatica a convincere l'allenatore che il giocatore poteva giocare, le palpitazioni al momento dell'ingresso in campo per la responsabilità che ci eravamo presi, l'immensa gioia al momento del goal del 2 a 2 a Torino in quel memorabile Juventus – Roma”.

Gli infortuni più frequenti nei giocatori di calcio?
“Patologie muscolari traumatiche, vedi distrazioni, strappi, ecc, e le distorsioni a carico delle caviglie e delle ginocchia”.

Quali potrebbero essere degli utili accorgimenti per prevenirli il più possibile?
“Non esiste una ricetta, esistono però numerosi accorgimenti per cercare di aiutare il fisico dell'atleta ad essere più resistente. Possiamo allora effettuare test priocettivi mediante pedane computerizzate per esaminare il grado di reattività degli arti a stimoli esterni improvvisi e, una volta letti i risultati, approntare dei protocolli per rinforzare il gesto e renderlo più affidabile. Effettuiamo anche test isocinetici per verificare che non ci siano alterazioni e discrepanze di forza negli arti che possano causare sovraccarichi muscolari. Infine teniamo in grande considerazione il problema dell'allineamento posturale del corpo”.

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