L’iperprolattinemia

L'iperprolattinemia rappresenta un quesito diagnostico-terapeutico che il medico di famìglia, l'endocrinologo, il ginecologo, il neurochirurgo ed il neuroradiologo, sono di frequente chiamati a risolvere. 
L'iperprolattinemia viene talora sottovalutata, o peggio ancora, curata, senza il necessario approfondimento diagnostico morfologico della regione sellare mediante risonanza magnetica, utilizzando farmaci dopamino agonisti (bromocriptina e cabergolina) che normalizzano i livelli di plasmatici dell'ormone e consentono di ottenere la scomparsa dei sintomi.

Questo modo di procedere, pur dando in modo semplice un risposta alle attese del paziente attraverso il controllo dei sintomi, espone il paziente medesimo a gravi rischi.
L'iperprolattinemia è l' aumentata concentrazione plasmatica dell'ormone ipofisario prolattina (PRL), e può manifestarsi sia nelle femmine, sia. più raramente, nei maschi. 
Dal punto di vista fisiologico, quest'ormone gioca un ruolo determinante nella regolazione delle funzioni riproduttive. Il suo effetto inibitorio sulle gonadotropine lo rende, infatti, il più potente ed efficace anticoncezionale naturale.

La sua funzione principale è quella di inibire l'ovulazione impedendo così, a gravidanza iniziata, l'insorgere di una nuova gravidanza. Parallelamente, stimola la ghiandola mammaria alla produzione del latte. 
Concentrazioni plasmati che normali di prolattina vengono considerate fino a 25 ng/ml o 450 mU/L; al di sopra di tali valori, si entra in una condizione di iperprolattinemia.

Dal punto di vista clinico l'iperprolattinemia si manifesta con galattorrea, amenorrea e infertilità nelle femmine, riduzione della libido, impotenza, arresto dello sviluppo puberale e ginecomastia nei maschi. Spesso, tuttavia, in presenza di elevati valori di PRL plasmatica, anche se il ciclo mestruale appare conservato nelle sue manifestazioni esteriori, l' ovulazione è assente. 
Dal punto di vista dell' inquadramento diagnostico, in presenza di iperprolattinemia, occorre valutare, in diagnosi differenziale, varie patologie, tra cui: adenomi ipofisari secernenti prolattina (prolattinomì), patologia espansiva interessante la regione ipotalamo-ipofisaria, ipotiroidismo.
Da un punto di vista pratico, il primo orientamento diagnostico si effettua prescrivendo un semplice dosaggio plasmatico di prolattina basale, insieme alla PRL verrà eseguito il dosaggio degli ormoni tiroidei.

Un'ecografia ovarica escluderà l'ovaio policisiico ed un dosaggio di PRL in infusione eliminerà l'eventuale componente da stress dell' iperprolattinemìa. Nei casi dubbi sarà indispensabile la consulenza specialistica dell'endocrinologo per l' esecuzione di specifici tests di stimolo ed inibizione. 
L’ iperprolattinemia può essere un campanello di allarme di gravi patologie pertanto, in tutti i casi in cui non è possibile risalire ad un'etiopatogenesi certa, sulla base dei dati clinico-anamnestici, prima di intraprendere un trattamento sintomatico con DA-agonisti, occorre escludere la presenza di un processo espansivo intracranico eseguendo una risonanza magnetica della sella turcica.

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