L’incontinenza urinaria

Un improvviso e irrefrenabile bisogno di urinare, diurno o notturno, con o senza fughe di urina. E' la sindrome della vescica iperattiva, condizione spesso nascosta da imbarazzi e silenzi, che si ritiene colpisca circa 2 milioni di persone in Italia.

Questi disturbi possono essere curati efficacemente in diversi modi. La rieducazione perineale, tecniche chirurgiche mininvasive, iniezioni intrauretrali e nuovi medicinali. Tre le novità farmacologiche c'è una nuova molecola, la Solifenacina che cura con maggior efficacia la vescica iperattiva caratterizzata da urgenza minzionale (la necessità di “fare pipì" al più presto ), con o senza incontinenza urinaria. Il farmaco inibisce le contrazioni della vescica diminuendo gli episodi di urgenza, frequenza minzionale e incontinenza. 
Si tratta di un anticolinergico più precisamente "indirizzato" alla vescica rispetto ai farmaci finora utilizzati. Rimane però da risolvere il problema dei costi: in Italia i pannoloni usati in caso di incontinenza sono rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale, mentre i farmaci sono per ora a carico dei pazienti. Unica eccezione, l'ossibutina generica, rimborsabile solo se il disturbo è correlato a malattie neurologiche come Parkinson e sclerosi multipla.

La rieducazione perineale resta comunque la prìma misura terapeutica per la incontinenza urinaria a tutti i livelli. Sono semplici esercizi che mirano a "rieducare" i muscoli del perineo con un successo del 70 per cento. Progressi anche nella nuova chirurgia mininvasiva, che con varie terniche, risolve il disturbo nell' 80-85 per cento dei casi. Interventi che oggi si effettuano in day hospital, con anestesia locale e una rapida ripresa delle normali attività. Ci sono infine le iniezioni intrauretrali con sostanze diverse come collagene, silicone e acido ialuronico, si praticano in ambulatorio e sono efficaci nel 60-70 per cento dei casi.

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