Mal di schiena e sciatica due problemi comuni

Iniziamo questo articolo utilizzando termini non specificamente scientifici, per esprimere alcune considerazioni su un problema che, prima o poi nella vita, puó riguardare chiunque. Infatti, per il solo fatto di alzarsi la mattina, vivere la giornata e ritornare nuovamente a letto per dormire la notte, si entra a far parte di quella moltitudine di persone, si stima circa 75/80%, che soffrono di mal di schiena. Sembra non esserci neanche molta differenza numerica, circa 50% a testa, fra persone che fanno un lavoro sedentario e persone che svolgono un lavoro molto attivo. Un episodio doloroso lombare deve essere prima inquadrato dalla figura del medico, in modo tale che si abbia la certezza che il sintomo doloroso non provenga da altre patologie. In seguito, una volta definito il qua-dro clinico e appurato che i sintomi riportino ad una lombalgia comune, si é nella condizione migliore per rivolgersi ad un osteopata o fisioterapista esperto in terapia manuale e meccanica.

Veniamo ora a parlare di ció che si intende per lombalgia comune. Si tratta essenzialmente di un dolore nella zona lombo sacrale della colon-na vertebrale. Molto spesso la risonanza magnetica prescritta dallo specialista mette in evidenza segni di usura come artrosi, discopatia, protrusioni discali, legge-re scoliosi o trascurabili atipie. Se insieme alla lombalgia compaiono anche sintomi lungo l'arto inferiore fino al piede, si può parlare di sciatica, troppo frequentemente, pero, associata alla possibile presenza di ernia discale, magari confermata da un esame specifico. Negli ultimi anni il medico tende a formulare una diagnosi basata di piú su un equilibrato rapporto tra l'evi-denza clinica (sintomi presenti o provocabili mediante appositi test) e l'in-dagine per immagini (RM; Tac; Rx; ecc), cercando di quantificare il reale peso di ciò che gli strumenti vedono rispetto all'aspetto sintomatologico doloroso del paziente.

Tutto ció ci porta diretti ad alcune considerazioni degne di interesse per i professionisti del settore, ma, soprattutto, per i pazienti sofferenti che devono essere al centro del problema.
Se é vero, come fino ad ora affermato, che un esame strumentale non possa necessariamente chiarire un problema di dolore lombare, indipendentemente dal fatto che metta in evidenza qualcosa, oppure, come spesso accade, nulla di rilevante, perché insorge un dolore? Perché spesso non passa nonostante le terapie fisiche effettuate (fisioterapia, terapie strumentali,ecc)?

La risposta a tali quesiti é tutt'altro che facile; tuttavia, una volta accertato che il disturbo non passa nonostante le varie cure, può diventare interessante affrontare la questione da un punto di vista originale, basato anch'esso su criteri scientifici, classificabili e riproducibili.

Ecco allora l'introduzione dello studio della Sindrome dolorosa meccanica; condizione che si manifesta tramite disturbi funzionali del sistema muscolo-scheletrico e viscerale che generano dolori differenti per frequenza e intensit, senza che alcun substrato organico permetta l'identifi-cazione delle cause mediche del problema. Una valutazione accurata in campo funzionale permette di verificare alcuni dati clinici che sommati a test funzionali forniscono l'indicazio-ne corretta per effettuare un trattamento affidabile ed efficace.

A seconda che sia coinvolto il sistema muscolo-scheletrico o viscerale (da un punto di vista funzionale osteopatico), si possono praticare normalizzazioni articolari, fasciali, muscolari, mediante tecniche appropriate, mirate, dolci, rispettose del paziente. Tali tecniche hanno lo scopo di liberare il corpo da fastidiose restrizioni di movimento che possono instaurare schemi lesionali funzionali riconoscibili e generare i sintomi dolorosi.
Se é possibile verificare che il disturbo funzionale meccanico vertebrale o viscerale che causa una sindrome dolorosa é reversibile, anche il qua-dro clinico doloroso é reversibile. Occorre un'attenta valutazione del paziente per stabilire un corretto piano di trattamento. Per la maggior parte dei casi codificabili con questo criterio l'intervento terapeutico si può esaurire in poche sedute manipolative.

 

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